Un attacco politico personale
Avendo letto l'intervento di Augusto Belloni, pubblicato il 3 dicembre, in merito al sottoscritto e alle problematiche della casa di riposo di Casorate, vorrei puntualizzare quanto segue.
Il consigliere Belloni afferma spesso di non essere un politico, bensi un tecnico prestato alla politica. Non ho dubbi in merito, vista la lettera pubblicata e ricordando che la stessa ha preso spunto da una mia accusa: la maggioranza di cui fa parte ha lavorato per gettare discredito su un avversario politico a pochi mesi dalle elezioni locali, giocando senza scrupoli sul destino della casa di riposo. Grazie alla lettera, ora posso dimostrarlo.
Prima dimostrazione.Belloni ricorda che sin dal 2001 la situazione finanziaria dell'Ente appariva critica. Anche se non lo dice, è implicito che lo ha appreso dal sottoscritto (allora presidente) nella relazione annuale illustrata in consiglio comunale. Non era dunque una sorpresa, come la maggioranza ha lasciato intendere nel consiglio aperto dello scorso novembre. Sul revisore dei conti poi, non essendo figura prevista nello statuto dell'Ente, chiedevo fosse procurato dall'Amministrazione comunale. Ciò che a me allora fu negato, è stato subito concesso al nuovo C.d.A. dopo le mie dimissioni, cosi come i soldi dell'Ente Rho che oggi sembrano essere a disposizione per finanziare la casa di riposo, mentre ieri non se ne parlava neppure.
Seconda dimostrazione.La relazione Vercesi è arrivata in consiglio a novembre senza consentirmi verifiche, dunque senza darmi la possibilità di ribattere alle contestazioni a mio carico. La maggioranza si spinse ad insinuare che il bilancio 2002 fosse «arrangiato». Belloni non sottoscrive certe tesi e, da tecnico, taglia corto sostenendo che la somma dei debiti vecchi e nuovi è solo una addizione, quindi, comunque sia, il debito ammonta ad oltre un milione di euro. Oggi non esclude che la relazione possa essere incompleta e sorvola sulla condanna politica senza appello appioppata alla «gestione Piacentini» dai suoi compagni di banco.
E' la differenza,non da poco, che passa tra una verifica tecnica che avrebbe dovuto fare chiarezza, identificando quali gestioni furono virtuose e quali no, e l'intento d'infangare l'avversario politico, denigrandolo in un processo sommario e fazioso.
Terza dimostrazione.Belloni parla dell'esternalizzazione e dice che la maggioranza mi suggeri di non perseguire scelte di contrapposizione con i lavoratori, tenendo in conto i loro diritti. Poi ipotizza un mio «azzardo politico» per aver proseguito nelle intenzioni e creato i presupposti per giustificare le dimissioni. Innanzi tutto il C.d.A. non ha mai perseguito scelte in contrasto con i diritti dei lavoratori e, prima di procedere, si è rivolto ad un legale qualificato ottenendone parere favorevole. Secondariamente, nel C.d.A. Delfinoni la Lega Nord aveva solo due rappresentanti su sei; tutto il C.d.A. si espresse all'unanimità per l'esternalizzazione e si dimise quando questa fu osteggiata dal sindaco Orlandi, ritirando di fatto la sua fiducia sull'azione di risanamento in atto. Ancora una volta, dunque, appare chiaro l'attacco politico personale.
Conclusioni.Tralascio il passato remoto e mi limito a partire dal 1999. La «gestione Di Gangi» subi per prima gli effetti del dissesto, impossibilitata ad alienare ulteriori beni dell'Ente perché ormai esauriti. Di Gangi pensò di aumentare le rette per evitare il fallimento, ma ciò non era sufficiente a scongiurarlo per il futuro. La «gestione Piacentini» onorò tra il 2001 e il 2003 ingenti debiti fuori bilancio e vecchie fatture sospese per migliaia di euro, riorganizzò l'Ente dimostrando che entrate e uscite, a certe condizioni, potevano già essere a pareggio e individuò le principali cause strutturali del dissesto, ponendo le basi per giungere da subito al pareggio di bilancio e poi al rientro in cinque anni del debito accumulato fino a quel momento. Il tutto, si badi bene, con le sole risorse interne alla struttura. L'attuale gestione pensa invece di indebitare anche l'Ente Rho, mettendo sul piatto della bilancia risparmi derivanti da artifizi contabili tutti da dimostrare e improbabili recuperi di produttività dei dipendenti. Nell'immediato si sta distinguendo per la sistematica riduzione dei servizi di assistenza agli anziani che la «gestione Piacentini» aveva con fatica ripristinato.
Se da un puntodi vista tecnico l'onorabilità della «gestione Piacentini» potrà essere facilmente ripristinata dopo l'atto ispettivo che ho già depositato presso il Delfinoni, dal punto di vista politico tra sei mesi ci saranno nuove elezioni locali e, dopo le elezioni, saranno rinnovati i vertici delle neonate Fondazioni «Gottardo Delfinoni» e «Rho Luigi Vittorio». Io sarò ancora in prima linea, signor Belloni... e lei?
Edoardo PiacentiniLega Lombarda Lega Nord Padania sezione di Casorate Primo