Criminalità, tutte le paure degli italiani
ROMA. Paura di uscire da soli di sera, paura di essere scippati di giorno, sindrome da appartamento svaligiato, magari più di una volta, e poi ancora il timore di essere aggrediti a scopo di rapina o di violenza. Tra gli italiani «è rilevante e molto più forte di quanto si pensasse» il fenomeno della paura personale e quasi la metà della popolazione over 14 si ritiene condizionata dalla criminalità comune. Il dato emerge dall'indagine sulla sicurezza compiuta nel 2002 dall'Istat su un campione di 60mila cittadini.
E racconta di una penisola dove - tolti i paesini con meno di duemila anime - molte città e non più solo le metropoli vengono percepite come insicure dai loro abitanti: tanto che il 27,6 per cento degli intervistati ha dichiarato di sentirsi poco o per niente sicuro ad uscire la sera, da solo, pur restando nel proprio quartiere. Il timore riguarda maggiormente le donne (36,1 per cento) che gli uomini (18,5 per cento) e cresce ancor di più tra le ragazze fra i 14 e i 24 anni di età che dicono di sentirsi a rischio nel 41,4 per cento dei casi.
La sensazione di insicurezza, afferma lo studio, a livello territoriale è più diffusa al Sud: in particolare in Campania dove si raggiungono picchi del 38,9 per cento. Ma nella graduatoria seguono a ruota il Lazio (30,8 per cento), la Puglia, (30,1 per cento), la Lombardia (28,7 per cento) e il Veneto (28,1 per cento).
E proprio il Triveneto è l'area in cui il rischio criminalità percepito dai cittadini è cresciuto, negli ultimi cinque anni, di due punti percentuali. Da Trento a Palermo il reato che più preoccupa gli italiani è comunque la violazione del domicilio. I topi d'appartamento angosciano il 60,7 per cento del campione mentre il 46,2 mette al primo posto il furto d'auto.
Temutissimi restano anche scippi e borseggi (44,2 per cento), rapine ed aggressioni (43 per cento) e la violenza sessuale che si attesta genericamente al 36,3 per cento ma balza al 63,2 se a rispondere sono le donne over 24.
Il 2002 ha visto poi mutare le modalità di alcuni reati. Ad esempio sono diminuiti gli scippi per strada, le aggressioni in casa e i furti con scasso nelle abitazioni. Però sono aumentati gli scippi sui mezzi di trasporto o in luoghi di transito, come autobus, stazioni, posteggi, metropolitane (dal 14,8 al 21,7), le rapine compiute fra le 9 di sera e mezzanotte (dal 3,5 al 18,1), i furti in appartamento commessi da ladri che approfittano di porte e finestre lasciate aperte (dal 40,2 al 56,9), i furti di moto e motorini parcheggiati vicini al lavoro o alla scuola (dal 14,7 al 21 per cento).
Nell'ultimo quinquennio è cambiato anche l'oggetto desiderato dei borseggiatori che sempre più spesso puntano ai telefoni cellulari, specie a quelli strappati dalle mani dei coetanei (dal12,4 al 30,4 per cento. Sono aumentate le aggressioni più violente che hanno comportato ferite (dal 19,1 al 24,5 per cento). Infine resta consistente l'esercito dei «multivittimizzati», come li definisce l'Istat, ovvero di coloro che hanno subito più volte lo stesso delitto: atti di vandalismo e danneggiamento di veicoli (36,6 per cento), furto in abitazione (27,2) ma anche aggressioni (17,1) e rapine (15,6). (n.a.)