La Finanziaria al giro di boa
ROMA. Giro di boa per la Finanziaria, passa al Senato con 152 si, 75 no e un astenuto (che al Senato conta no), va alla Camera dove da mercoledi se ne parla in commissione. Sorprese dell'ultima ora non ce ne sono, i nodi ancora da sciogliere saranno problema di Montecitorio e si chiamano Enti locali e Forze Armate. L'accordo nella maggioranza ci sarebbe già, come si conoscono già le cifre: 180 milioni di euro per gli Enti locali e 200 per gli stipendi dei militari, soldi da recuperare con aumenti sulle sigarette. Alla fine del passaggio a Palazzo Madama i saldi migliorano di 2 milioni di euro, questo grazie a maggiori spese per 154 milioni che saranno coperte da maggiori entrate per 156.
«Una tendenza - dice Giuseppe Vegas, sottosegretario all'Economia - che rende più raggiungibile l'obiettivo 2,2% nel rapporto deficit-Pil del 2004». Legati alla manovra ci sono altri due provvedimenti, superdecreto e riforma delle pensioni. Il primo è alla Camera in seconda lettura, il governo sembra essere deciso a porci la fiducia. «Il consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia in via preventiva - spiega il ministro Carlo Giovanardi - ma per ora l'orientamento è di porla sul superdecreto». Perché? Per i troppi emendamenti, oltre 1400, ancora presenti. Cosi la Margherita decide di ritirare i propri «per non offrire al governo neanche il minimo pretesto». Basterà? «Noi, se gli italiani ci faranno tornare a governare - dice Enrico Morando, senatore Ds - ci prendiamo l'impegno di non fare mai una manovra per decreto al fine di superare le divisioni interne della maggioranza. Perché proprio questa è la ragione per la quale voi avete fatto ricorso al decreto». Sulle pensioni, invece, tutto fermo. «La fiducia - dice il ministro Roberto Maroni - si chiederà solo per contrastare un eventuale ostruzionismo, ma partendo dalla base che la maggioranza su questo tema ha già un accordo politico unanime». Poi aggiunge: «Abbiamo aspettato inutilmente tre settimane, spero che al massimo nelle prossime due si possa aprire e chiudere il confronto con il sindacato». «Sulle pensioni non ci sono incontri in programma - chiarisce Savino Pezzotta, Cisl - se sulla riforma viene chiesta la fiducia, come qualcuno vuole, è chiaro che la reazione del sindacato sarà immediata e pesante».
Titoli di coda per alcune delle novità che la Finanziaria introduce: fondi per ricerca e università (210 milioni), un euro di tassa sui voli e di 1 centesimo per ogni chilo di merce, sgravi fiscali al 41% nelle ristrutturazioni (ma Iva al 20 dal 10), 7 milioni e mezzo per sette anni al Coni, diritti acquisiti al 2 ottobre salvi per i lavoratori dell'amianto, ma taglio del coefficiente di rivalutazione, interventi per pc (200 euro), decoder (150), Radio Radicale (3,5 milioni in più), tv private (25 milioni).
Niente bonus per i nonni. La polizza anticalamità («Una calamità nella calamità», il giudizio dell'Ugl, «uno sciacallaggio», quello della Cgil) potrebbe essere modificata alla Camera.