La Dinamo contro Trento a tutta energia

di Mario CartawSASSARII playoff sono lassù, a quattro punti di distanza. Non impossibili, con un calendario che da qui alla fine propone più incontri casalinghi che trasferte. Cinque in casa e quattro fuori, gran finale all'ultima giornata al PalaSerradimigni contro Cantù e si comincia questa sera con Trento. Gara da vincere senza se e senza ma, anche perché domenica prossima c'è un'altra chance interna da sfruttare con Bologna, e fra appena 14 giorni la classifica potrebbe proporre uno smile meno timido di quello nato dopo la vittoria in Europe Cup in Turchia contro il Pinar. E' dal successo sul Karsyiaka che coach Gianmarco Pozzecco vuole trarre le energie e le certezze per superare una squadra lanciata come quella di Buscaglia, che viene da cinque successi di fila e occupa l'ottavo posto, l'ultimo utile per i playoff.Scosse di assestamento. Dopo il terremoto causato dal saluto di Esposito la Dinamo pian piano si sta assestando, ridisegnando con i nuovi arrivi e le loro qualità, con Carter che si è rimesso in gioco per proporsi risolutivo più avanti, a forma ritrovata, e con gli italiani che Pozzecco vuole sempre più determinati e decisivi. Anche stasera non ci sarà Ousmane Diop, ormai designato arma in più per la salvezza della Academy Cagliari in A2. Ma c'è il gruppo Dinamo, ed è un gruppo che vuole confermarsi con le armi vincenti di Sirne: controllo, rimbalzi, solidità mentale. Si può fare.I precedenti. Dieci vittorie e sei sconfitte il bilancio complessivo in favore di Trento sul Banco di Sardegna nei quattro anni e mezzo di confronti nella massima serie nazionale. Al PalaSerradimigni però quattro vittorie della Dinamo e tre sconfitte. La Dinamo è la terza squadra con più partite da avversaria dei trentini in A: solo Milano (26) e Venezia (20) si sono ritrovate più volte sulla strada dell'Aquila. All'andata lo scorso novembre successo interno dei bianconeri.Gli avversari. Secondo Fabio Mian, guardia-ala della Dolomiti, «Le cinque vittorie di fila, dieci delle ultime tredici, sono il passato, perché adesso arriva il bello. Contro Sassari, squadra di grande talento offensivo, dovremo essere pazienti e capaci di adattarci alla nostra avversaria restando fedeli alla nostra identità di squadra. Il controllo del ritmo e la capacità di non farci prendere dalla foga quando la Dinamo riuscirà a creare qualche break grazie ai suoi attaccanti di striscia». Non si discosta nel ragionamento il coach dell'Aquila, Maurizio Buscaglia: «Sassari è una squadra lunga, e di talento: è reduce da una grande vittoria a Smirne con il Pinar che le ha dato inerzia ed entusiasmo. Non è facile affrontare la Dinamo perché vuol dire fare i conti con un settore interni ad assetto variabile, con la fisicità di Cooley e l'atletismo di Polonara a Thomas, ma anche con un gruppo di esterni con punti nelle mani, visione di gioco e capacità di lettura della partita. Pierre è in un ottimo momento di forma, McGee è un veterano di questo campionato e Smith lo considero tra le migliori point-guard della Serie A. I miei ragazzi però sono pronti: arriviamo al match in Sardegna con grande consapevolezza dei nostri punti di forza e dei nostri limiti, preparati ad un'altra partita dal sapore playoff, pronti a giocarci le nostre carte in questo finale di stagione che si prennuncia ancora una volta all'insegna dell'equilibrio e delle sorprese».