Consuelo e Matteo: «Lasciamo tutto e andiamo in Cina»

AGLIENTUProdotto e curato da "Maldimarem", questo pomeriggio (biblioteca comunale, ore 17,30, ingresso gratuito), si potrà assistere al reading "Fiori alle bambine". Lo spettacolo appartiene al ciclo di letture e incontri teatrali dedicati alle storie per bambini e famiglie dal titolo "Raccontamene un'altra". L'evento, realizzato da Maldimarem in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del comune di Aglientu e sostenuto dalla Regione, è un tributo al coraggio e al genio di donne esemplari. Da Frida Khalo a Margherita Hack, da Silvia Earle a Ipazia, il reading comprende una galleria di ritratti di donne affermate raccontati alle bambine ribelli di tutto il mondo. «Letture - dichiara Tiziana Usai di Maldimarem - che sono esempi di carriere perseguite da piccole donne piene di talento e coraggio». (g.pu.)di Paolo ArdovinowOLBIAMollare tutto e partire. Sarebbe un sogno. E invece c'è chi lo fa davvero: è il caso di Matteo Mannoni e Consuelo Filippi, giovane coppia (33 anni lui, 29 lei) di San Pasquale. Sul web sono i "Clandestini in viaggio" e sono pronti a condividere sui social la loro avventura tra i paesi dell'Asia; terminato il countdown, oggi inizia tutto. I due partono questa mattina dall'Aeroporto di Olbia. Sarà l'unico spostamento in aereo, il loro intento è di riuscire a spostarsi interamente via terra. In autobus, in treno - persino sulla Transiberiana - o con passaggi. «Vogliamo dimostrare che è possibile viaggiare in questo modo e con un budget ristretto», dice Consuelo Filippi. Sì, perché i due hanno messo da parte qualche risparmio e ad agosto si sono licenziati. Lui era tecnico di macchine del caffè da 7 anni e con un contratto a tempo indeterminato; lei ragioniere in uno studio di un commercialista, da 10 anni. Il lavoro non mancava, ecco. Fatti i vaccini, qualche giorno fa sono arrivati i visti dei primi tre paesi nei quali si stabiliranno: Russia, Mongolia e Cina. Per arrivare dalle parti di Mosca prenderanno diversi pullman. Genova, Milano, Praga, Varsavia, Riga e in treno da San Pietroburgo. E già questo sarebbe un bel tragitto, ma poi gireranno per le steppe mongole e fino addirittura alla Cina. La coppia in passato ha già avuto modo di visitare l'Asia, ma stavolta l'esperienza è di quelle che ti cambiano la vita. «Siamo incuriositi da alcuni paesi, su tutti la Cina, per il suo profilo storico e politico», commenta ancora Matteo Mannoni. Attraverso una piattaforma on-line che mette in comunicazione viaggiatori da tutto il mondo, i due galluresi si sono già accordati per qualche sistemazione. Mentre in Mongolia saranno ospiti di una famiglia con la formula del soggiorno alla pari (loro in cambio offrono ore di lavoro). Per il resto ci si affida agli ostelli e anche alla sorte. A proposito, perché "clandestini" e una pecora nera come logo? «"Clandestino" è una parola sin troppo abusata in questo periodo storico e in Italia. Sta assumendo una caratterizzazione negativa, ma non vuol dire per forza criminale. Vogliamo scoprire nuove culture ma non ci dimentichiamo da dove veniamo, siamo sardi, e la pecora è nera perché decisamente fuori dal coro». I "Clandestini in viaggio" sono partiti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA