Il carasau da Oliena al Cremlino: pane di lusso per i gourmet russi

OLIENAC'è un legame tra il monte Corrasi alla capitale Russa. Oliena e Mosca, infatti, sono più vicine di quanto si possa pensare perché anche nella città del Cremlino, da qualche giorno, si può trovare il pane carasau sardo tra gli scaffali di quella che, visti i prezzi praticati al dettaglio, potrebbe essere definita una boutique dell'alimentazione aperta solo ai portafogli più capienti. Il "Forno Carasau" di Graziano Mula è il primo esercizio commerciale sardo ad aver firmato un contratto con il "Globus Gourmet", uno dei più importanti supermercati alimentari di Mosca e della Russia che offre ai suoi clienti prodotti di altissima qualità a prezzi elevatissimi, al punta da interessare solo la piccola porzione di moscoviti che può permettersi, per fare un esempio, una bottiglia da 350 millilitri di olio italiano a 49 euro. «Abbiamo inviato i primi prodotti pochi giorni fa - spiega Graziano Mula, titolare del forno Carasau -. Per ora è una spedizione pilota, la quantità non è significativa ma abbiamo ricevuto recensioni positive e siamo a pronti a incrementare il rapporto». Il ponte che collega Oliena a Mosca poggia su prodotti tradizionali: «Sapevamo che i russi apprezzano particolarmente carasau e guttiau e quando siamo stati al ProdExpo, la fiera del cibo di Mosca, abbiamo avuto la conferma. Alcuni buyer ci hanno contattato e poco tempo dopo abbiamo firmato il primo contratto con Globus Gourmet», conclude Mula. A mettere in comunicazione il panificio di Oliena e la grande distribuzione alimentare di qualità attiva in Russia è stato il progetto export "StoreSardinia" di Confartigianato Sardegna che ha fissato circa 200 incontri business-to-business con oltre 80 responsabili di punti vendita, ristoranti e catene di distribuzione di tutta la Russia, presentando e facendo degustare ben 51 prodotti, di cui 33 alimentari e 18 vini.«Ad appena 4 mesi dalla missione a Mosca cominciamo a vedere i primi risultati - afferma Stefano Mameli, Coordinatore del progetto e segretario regionale di Confartigianato - e i primi ordini confermano come gli investimenti della Regione sull'internazionalizzazione delle imprese siano azzeccati. Inoltre, è la conferma del lavoro che deve essere fatto nei mercati esteri per far conoscere i prodotti sardi. E, se adeguatamente supportate, come avvenuto per questa azienda, anche le piccole imprese possono dire la loro sui mercati internazionali». Poi, una precisazione: «Nel caso del Forno Carasau - prosegue Mameli - nella scelta da parte di Globus Gourmet ha avuto un ruolo determinante il packaging del prodotto. Infatti, non è sufficiente la qualità della produzione ma ormai è sempre più strategico saperlo presentare nella giusta maniera a seconda del mercato di riferimento». Sulle confezioni del carasau e del guttiau prodotti a Oliena compaiono solo caratteri cirillici che permettono al carasau di essere venduto anche nella piattaforma online della catena russa, in attesa che anche le altre 12 aziende sarde contattate dai buyers russi possano iniziare a esportare in Russia i sapori dell'isola. (c.z.)