La Tharros è prima ma il mister tuona: «Bisogna superarsi»

di Caterina Cossu wORISTANO La Tharros c'è e grida forte il suo nome. La cinquina rifilata alla Caletta conferma il primato del girone D di Prima categoria, ma il traguardo, per mister Andrea Contini, non esiste come concetto. Superarsi è il suo motto, per questo un primo tempo come quello giocato domenica, affatto impeccabile e con qualche leggerezza di troppo, gli ha lasciato l'amaro in bocca. «Migliorarci è la base, ci capita troppo spesso di adattarci ai ritmi della squadra che andiamo ad affrontare. Nella mia mentalità, i ritmi si impongono» analizza l'allenatore della Tharros. Ma i ragazzi e il mister sono in sintonia e un po' di autocritica può dare spazio a una crescita significativa per la squadra. «Siamo partiti un po' molli, è vero - conferma l'autore della doppietta che ha aperto le danze del pokerissimo, il giovane Marco Basciu - ma siamo rientrati in campo concentrati e decisi per chiuderla bene". Con due gol in tre partite, anche lui vuole fare la sua parte per onorare la maglia storica di Oristano. «Stiamo bene e dobbiamo continuare a lavorare». Quei primi 40 minuti in campo, forse, il punto da dove ripartire per fare ancora meglio. «L'approccio alla gara è la nostra pecca, lo sappiamo - spiega Massimiliano Meli, titolare da quest'anno in maglia biancorossa - anzi, di solito andiamo anche sotto e giochiamo di rincorsa. Come se sotto pressione riuscissimo a far meglio, come se avessimo bisogno di quel fiato sul collo che ci fa sentire la tensione». Per affrontare il girone di ritorno, però, bisogna dare qualcosa di più. «Domenica contro l'Abbasanta sarà tosta, lo sappiamo bene - continua Massimiliano Meli -, ci stanno aspettando dall'andata e sono carichissimi. Ma noi non andremo sicuramente sul loro campo per perdere punti, andremo altrettanto motivati». Il gruppo, dopotutto, è uno dei punti forti dei biancorossi. «Mai rilassarci, giocare ogni sfida come se fosse una finale, continuare a essere umili e lavorare, giocare con la giusta dose di cattiveria e concentrazione. Queste sono le uniche cose che dobbiamo sempre avere in mente - rimarca Davide Spiga, allenatore in seconda - entrare in campo senza la testa giusta può portarti a pagare conti salati. Ora viene il bello e capiremo davvero se ce n'è». Certo, una presenza più consistente della città sugli spalti sarebbe un valido aiuto a sostegno dei ragazzi di mister Contini. «Per quella che è stata la storia della Tharros mi aspettavo di vedere più spettatori a essere sincero», chiude Davide Spiga, che da una quindicina d'anni ha a cuore i colori della sua città.