Renzi detta l'agenda «Via alle riforme sarà un buon 2015»

di Gabriele Rizzardi wROMA L'anno appena cominciato sarà quello delle riforme. Ad assicurarlo è Matteo Renzi che, in vacanza a Courmayeur, apre la giornata con un tweet e poi continua su Facebook. «Buon 2015 a tutti. Sarà l'anno della riforma costituzionale, della nuova legge elettorale, di un fisco e una giustizia nuovi» scrive il presidente del Consiglio, che ricapitola l'agenda del nuovo anno. «Ci occuperemo di cultura, scuola, Rai, green act, lavoro». Per dare immediatamente seguito al suo augurio, il premier si mette subito al lavoro e annuncia che a partire dalla prossima settimana incontrerà uno per uno i ministri per mettere a punto l'agenda del governo. Il primo appuntamento, fissato per mercoledì prossimo, sarà invece con deputati e senatori del Pd. Si parlerà di riforma costituzionale e, soprattutto, di legge elettorale. Il giorno dopo, giovedì, nell'aula del Senato arriverà l'Italicum che rappresenta il primo vero banco di prova della tenuta del patto del Nazareno e della maggioranza. Il clima resta teso perché la partita del Quirinale si intreccia con quella della legge elettorale. E Forza Italia non perde occasione per ribadire la necessità di trovare prima l'accordo sul successore di Napolitano e solo dopo approvare le riforme e la legge elettorale. Su questo punto i berlusconiani, sia i critici sia gli ortodossi, non sembrano disposti a fare passi indietro. «Prima il Quirinale e poi le riforme. Non si scappa» sentenzia Renato Brunetta sul Mattinale, che è la nota politica di Forza Italia a Montecitorio. Il via libera all'Italicum arriverà solo dopo il nuovo inquilino del Quirinale? Renzi vuole invertire il percorso, staccando le riforme dalla partita sul Colle. Ma, per riuscirci, dovrà raggiungere un solido accordo con i partiti della maggioranza e soprattutto con la minoranza del Pd. Impresa non facile visto che i dissidenti dem puntano i piedi per introdurre il giudizio di costituzionalità preventivo della Consulta sulle legge elettorale e sarebbero disposti anche a un'alleanza con i ribelli di Forza Italia capitanati da Raffaele Fitto per una battaglia comune su due fronti: stop ai capilista bloccati e via libera a una norma di salvaguardia che sposti l'entrata in vigore dell'Italicum alla fine del 2016. Il quadro, insomma, resta fluido anche se Renzi, durante la conferenza stampa di fine anno, si è detto certo di poter ottenere l'approvazione della legge elettorale in Senato «entro gennaio». E all'obiezione sulle migliaia di emendamenti che potrebbero essere presentati, ha replicato secco: «Siamo grandi esperti di canguri... (meccanismo previsto dal regolamento parlamentare che consente in un solo colpo di "saltare" tutti gli emendamenti simili presentati anche con lo scopo di rallentare i tempi di approvazione)». L'Italicum entrerà in vigore nel 2016? Renzi non lo esclude ma prima vuole vedere avviata verso l'approvazione la nuova legge elettorale. «Non sono contrario alla clausola di salvaguardia sui tempi di entrata in vigore, però arriva alla fine. Dire voglio prima la clausola sembra il tentativo di non voler realizzare il risultato...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA