Caos Consulta, passo indietro da Sandulli

ROMA Forza Italia silura il suo quarto candidato alla Corte costituzionale: dopo Antonio Catricalà, Donato Bruno e Ignazio Caramazza, anche la professoressa Maria Alessandra Sandulli ha ritirato la propria «disponibilità» di fronte al fuoco di fila di alcuni parlamentari «azzurri» nei suoi riguardi. Dopo qualche ora di indecisione, anche per il mancato scatto del M5S per sostituirsi a Forza Italia nell'accordo con il Pd, si è tornati allo schema iniziale: si lavora quindi a un ticket "rosa", con due personalità femminili di "area" con un profilo giuridico e non politico. «Considero un onore essere stata indicata per il prestigioso incarico di giudice della Corte costituzionale ma nel contesto che si è venuto a creare, con l'animo sereno dello studioso che ha sempre manifestato le proprie opinioni in piena indipendenza, ritengo opportuno non confermare la mia disponibilità ad accettare la candidatura propostami» scrive la Sandulli. Il riferimento alla sua indipendenza di giudizio si riferisce alla decisione di firmare nel 2005 un appello contro le riforme costituzionali (la Devolution) promosse dal governo Berlusconi. È stata questa la «macchia» nel suo passato che ha fatto sollevare contro di lei molti esponenti di Fi. Tanto che dopo la rinuncia Maurizio Gasparri, con un po' di brutalità, ha commentato: «bene, candidatura archiviata». Ma la candidatura di Sandulli è saltata anche per le indecisioni del M5S.Una volta compreso che Fi avrebbe affondato anche questo nome, in casa Pd si è tentato un piccolo "ribaltone" cercando di sostituire i voti di Forza Italia con quelli di M5S, anche per "spaventare" Berlusconi in vista dell'esame della legge elettorale. Ma nel Movimento di Grillo non è stata colta al volo l'occasione. Nel pomeriggio di ieri sono corse voci che potesse saltare anche il nome della candidata del Pd, Silvana Sciarra. Ma si è trattato solo di "rumors" che non hanno trovato riscontro. Anche perché Sciarra è in grado di incassare anche i voti di Sel. Le voci dipendevano dal fatto che Renato Brunetta e parte di Fi insistevano sulla candidatura di Giovanni Guzzetta, che avrebbe potuto riportare in auge il nome di Massimo Luciani per il centrosinistra. Ma Matteo Renzi non ha mai abbandonato l'idea del tandem rosa, e da parte di Fi si è subito acconsentito, visto anche il rischio del ribaltone a favore del M5S. Nomi ufficialmente non se ne fanno. Quelli che circolano sono di alcune docenti universitarie, come Lorenza Violini, Antonella Marandola, Carla Pasini, Ginevra Cerrina Ferroni, mentre sembra fuori gioco Marzia Ferraioli, anch'essa professoressa universitaria e candidata di Fi alle scorse Europee. Il M5S questa sera terrà l'assemblea dei gruppi. Andrea Cecconi, capogruppo alla Camera, ha detto che il movimento «non si tira indietro su nomi di alto profilo». Il che porterebbe a eleggere anche il membro mancante del Csm nella persona di Alessio Zaccaria, docente a Verona e indicato proprio dai "grillini".