Autorità portuali, la riforma che non c'è

di Alessandro Pirina wSASSARI Venerdì mattina la riforma delle autorità portuali era inserita nel decreto Sblocca Italia. Ed è con quel testo che il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, si è presentato nel pomeriggio a Palazzo Chigi per la riunione del Consiglio dei ministri. Un piano di restyling in cui le attuali 24 authority venivano ridotte a 15. Genova veniva accorpata con Savona, Napoli con Salerno, Palermo con Trapani. E Cagliari con Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Unioni, nella maggior parte dei casi, indesiderate dai porti interessati, ma doverose nel nome della spending review. Ma nel testo uscito un paio d'ore dopo dalla riunione del Consiglio dei ministri del riordino delle autorità portuali non c'era più traccia. Le forti proteste dei territori candidati alla soppressione delle authority, in particolare in Liguria, avrebbero spinto il premier Matteo Renzi a congelare la riforma. Una decisione che, però, nessuno evidentemente ha ricordato di comunicare alla Regione. A Cagliari infatti non appena lo Sblocca Italia è stato varato, il presidente Francesco Pigliaru ha voluto commentare gli effetti positivi che il provvedimento potrà avere per la Sardegna. E così tra il plauso per l'ultimo ok al San Raffaele e la soddisfazione per i 224 milioni per le strade dell'isola, il governatore ha voluto anche dire la sua sull'accorpamento tra i porti di Cagliari con quelli del Nord Sardegna. «Nessun territorio sarà penalizzato – è stata la sua rassicurazione –. Questa semplificazione deve essere l'occasione per il loro rilancio e per sottrarli a logiche di campanile. Eviteremo qualsiasi forma di centralismo cagliaritano». A ruota l'assessore Massimo Deiana. «Non si tratta di un'incorporazione ma di una razionalizzazione. Aspettiamo di conoscere i dettagli per esprimere un giudizio definitivo». Dettagli che ancora non ci sono, perché ancora non c'è la riforma. Ma questo non impedisce all'opposizione di scatenarsi contro il provvedimento che non c'è. «L'entusiasmo della giunta è un raro esempio di servilismo – accusa Antonello Peru, consigliere regionale di Forza Italia –. Con questa decisione saranno tagliate le risorse per le infrastrutture e tutto il sistema crocieristico». All'attacco anche il collega Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci. «Un altro pezzo dello Stato lascia la Gallura. Ancora una volta si sceglie la strada della mannaia». Di diverso tono, invece, le parole del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, che dopo aver criticato le passate gestioni di Cagliari e Olbia, rivendica per Porto Torres la sede della nuova autorithy della Sardegna. «È l'unica scelta che può scongiurare quel centralismo cagliaritano che anche il presidente Pigliaru ha detto di voler evitare». Solo nel pomeriggio una nota secca della Regione comunica che «il governo ha deciso di rinviare la discussione sull'accorpamento delle autorità portuali italiane, previsto nel decreto Sblocca Italia». Nulla di più. Poche parole che di fatto cancellano le tante che, nel bene o nel male, erano state spese nelle ore precedenti. «Erano così ansiosi di fare l'applauso a Renzi che hanno preso un abbaglio» è stato il commento dell'ex governatore Ugo Cappellacci sulle dichiarazioni di Pigliaru e Deiana. Dichiarazioni che probabilmente potranno essere riproposte tali e quali, sia da una parte che dall'altra, tra 90 giorni, quando il riordino delle autorità dovrebbe andare in porto. Anche se c'è chi sostiene questo rinvio, l'ennesimo, possa aver fatto naufragare definitivamente qualsiasi ipotesi di riforma dei porti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA