Le grandi manovre intorno al super bunker

di Giampiero Cocco w INVIATO A LA MADDALENA La corsa contro il tempo è scattata poco dopo le 15 di ieri, quando le commissioni parlamentari hanno acceso la luce verde per rifornire di «armamenti individuale, di squadra e anticarro» i combattenti curdi contro i fondamentalisti islamici dell'Isis. Nelle gallerie di Santo Stefano, da diversi giorni, sono al lavori gli armieri dell'Esercito (mentre un plotone di specialisti del genio sarebbe in arrivo da Macomer) che con i colleghi della Marina Militare stanno testando le diverse componenti d'arma da imballare e spedire, con il ponte aereo, verso il Kurdistan. Ieri il presidente del consiglio Matteo Renzi ha informato personalmente, nel corso della sua visita lampo in Iraq, i vertici politici e militari di quanto si stava approntando in Italia a favore delle popolazioni curde, compreso l'aiuto militare al quale, ora, cominciano a concorrere buona parte delle nazioni europee, Germania (da sempre restia a mandare armamenti fuori dai confini nazionali) e Francia, compresa l'Inghilterra. In Italia è invece scattata la competizione tra vertici militari (Marina, Esercito e Aviazione), ai quali è stata «suggerita» la collaborazione dal capo di Stato Maggiore della difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli dopo i malumori dovuti alla «iniziale gestione» della vicenda da parte dei soli vertici della Marina militare italiana. I tempi tecnici dell'operazione dovrebbero essere compresi tra le 48 e le 72 ore, mentre già da questa mattina nell'arsenale militare di Santo Stefano dovrebbero arrivare gli specialisti che selezioneranno le armi e predisporre le casse di armamenti – fucili mitragliatori, munizioni, razzi, sistemi di puntamento e bombe anticarro, tutto materiale bellico di produzione sovietica confiscato al petroliere russo Alexander Zuchov nel 1994, durante la guerra nella ex Jugoslavia – da inviare ai combattenti peshmerga in Kurdistan. Il munizionamento successivo alla prima fornitura di 2 milioni di cartucce verrà assicurato dai paesi dell'Est (Ungheria, Polinia Cocoslovacchia etc) che facevano aprte del blocco ex Urss ed ora sono entrati nell'orbita Nato. Dai depositi di Aulla e di Civitavecchia, invece, l'esercito italiano è riuscito a sbolognare e saranno invitate in Iraq un certo numero di mitragliatrici Mg 42/59, un'arma non più in uso nelle nostre forze armate (tranne qualche eccezione) e destinata a concludere il suo ciclo vitale in Kurdistan, una volta esaurite le scorte di munizioni Nato, cartucce non compattibili con le munizioni sovietiche. Il trasporto, secondo le prime indicazioni fornite dal ministro della difesa Roberta Pinotti, dovrebbe avvenire per il primo tratto via mare, quindi attraverso il ponte aereo già attivato tra l'Italia e l'aeroporto di Erbil, nel Kurdistan. Gli Hercules dell'aviazione militare dovrebbero caricare le armi all'aeroporto di Olbia- Costa Smeralda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA