A Mogoro per scoprire i segni antichi dell'identità

di Caterina Cossu w MOGORO Il nastro bianco è stato tagliato venerdì sera dal presidente della Regione Sardegna in persona. E Francesco Pigliaru ha colto l'occasione per sottolineare l'importanza di eventi come la Fiera del Tappeto di Mogoro, che valorizzano le produzioni dell'artigianato sardo. E ben venga quando ciò accade con l'introduzione di nuovi sistemi di diffusione dei prodotti sardi nel mondo, come l'e-commerce. Ad accogliere gli ospiti per il debutto di questa 53esima edizione della mostra c'erano il sindaco Sandro Broccia e il consigliere delegato alle attività produttive Luisa Broccia. L'allestimento, come di consueto, è nel centro espositivo di piazza Martiri della Libertà, e sarà aperto al pubblico fino a domenica 31 agosto, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 21. La mostra può contare su un'esposizione di ben tremila metri quadri, dove hanno trovato spazi espositivi ben 74 artigiani di tutti gli antichi mestieri, che prevedono l'utilizzo di materiali tradizionali come il legno, la ceramica, i cestini, i ricami e i tessuti, coltelli, pelle. Il meglio delle produzioni isolane proposte in un allestimento elegante e funzionale, e molto attento all'ambiente e al riciclo. La principale novità dell'edizione 2014 è l'invito rivolto agli artigiani per la realizzazione di un'opera inedita, all'interno del proprio ambito di specialità, che abbia come tema il sogno e che sarà protagonista di un'esposizione specifica dal titolo "Pezzo unico". Nata nel marzo del 1961 quando Mogoro era un piccolo paese della provincia di Oristano e l'esposizione era una coraggiosa mostra di arazzi e tappeti realizzati da un gruppo di giovani tessitrici, oggi la Fiera è diventata la più importante rassegna di artigianato artistico di tutta la Sardegna. Ad arricchirla ulteriormente ci sono i preziosi arazzi antichi, vere opere d'arte testimoni di una tradizione tessile viva a Mogoro da oltre tre secoli. La Fiera permette, infine, al visitatore più attento di conoscere un pezzo di Sardegna ricco di storia e cultura, circondato da importanti risorse naturalistiche e architettoniche che caratterizzano l'intero territorio del Parte Montis: il complesso archeologico di Cuccurada, il geomuseo Monte Arci e il museo "I Cavalieri delle colline di Masullas", il museo "Turcus e Morus" di Gonnostramatza e ancora i siti archeologici di Pompu e Siris.