Cappellacci: la zona franca non deve restare sui libri

«Miliardi di euro per portare a spasso le scorie nucleari, realizzare un deposito unico nazionale, mantenere in piena efficienza le centrali esistenti e soprattutto un grande business nucleare. C'è un fiume di denari verso le lobby nucleari che va immediatamente fermato. E soprattutto i nuclearisti di palazzo si devono togliere dalla testa che la Sardegna possa ospitare il deposito unico nazionale»: lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili che ieri è entrato nella centrale nucleare di Latina per verificare la situazione in uno dei siti nucleari italiani in teoria dismessi dopo il referendum del 1987. CAGLIARI «Finchè la zona franca resterà sui libri o sarà considerata esclusivamente materia per convegni e simposi, non produrrà nessun vantaggio per la comunità». Lo ha dichiarato l'ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci, commentando la presentazione del libro di Tore Cherchi e Aldo Berlinguer sulla zona franca dopo le anticipazioni date dalla "Nuova". «Grazie anche alla forte spinta propulsiva giunta dai movimenti – ha aggiunto l'esponente di Fi – noi siamo passati dalle parole ai fatti, promuovendo una rivendicazione che risale ai padri della nostra Autonomia e che rappresenta una delle leve per risollevare la Sardegna dalla stagnazione economica e dalle debolezze strutturali, accumulate in decenni di politiche miopi e mirate solo a perpetuare un consenso, spesso fondato su quel disagio economico che ha alimentato circuiti elettorali clientelari. La zona franca invece è un'azione di rottura con il passato perché premia la Sardegna che produce, perché attraverso la drastica riduzione della pressione fiscale mira ad ottenere un aumento dei consumi, che darebbe ossigeno alle imprese, consentendo a queste ultime di creare lavoro. In questo cammino abbiamo compiuto atti formali, compresa l'approvazione di una legge, finalizzati alla realizzazione della zona franca integrale della Sardegna, ma al contempo abbiamo altresì dato segnali immediati e significativi: abbiamo interrotto l'inerzia durata per troppi anni sui punti franchi doganali, abbiamo avviato la zona franca prevista nel Piano Sulcis e soprattutto, con il consenso unanime del Consiglio, abbiamo ridotto del 70% l'Irap. «Si tratta di azioni che trovano riscontro negli atti e che già oggi stanno producendo i loro effetti pratici: insomma, siamo ben lontani dalla politica degli annunci quotidiani del governo Renzi, che ha compiuto numerose rivoluzioni, ma solo a parole. I detrattori di questo progetto sono stati smentiti uno ad uno, perché l'iter avviato non solo è perfettamente legittimo, ma è altresì idoneo a raggiungere il risultato. È una battaglia di popolo e chi rappresenta la comunità ha il dovere politico e morale di portarla avanti con tutte le proprie forze. Noi proseguiremo questo cammino – ha concluso l'ex presidente – con o senza il sostegno della nuova giunta regionale».