Primarie Pdl, spunta il nome di Floris

di Alfredo Franchini wCAGLIARI Lo scenario del Centrodestra è un po'surreale: Cappellacci fa pressione sul Pdl perché i vertivi romani accettino le primarie sarde e intanto a Roma si prepara la nascita di Forza Italia 2.0. Chi seguirà Berlusconi nella nuova formazione? Molti leader nazionali sembrano pronti a restare abbarbicati al Pdl e gli alleati sono decisi a non accettare di essere sottomessi. Ma nell'isola gli eventi sono visti con distacco. Cappellacci si è autocandidato per la presidenza e vuole la legittimazione attraverso le primarie che, però, sono estranee alla cultura del Centrodestra e Berlusconi le vede come il fumo negli occhi. Resta in piedi l'asse tra il governatore e Salvatore Cicu mentre non è definita la posizione dell'eterno nemico di Cappellacci, l'ex presidente Mauro Pili, disposto anche a scendere in campo in proprio con una sua lista, Unidos. Il dibattito è aperto specie dopo che Giorgio Oppi, leader dell'Udc, ha fatto sapere che il suo partito non parteciperebbe mai alle primarie e che potrebbe presentarsi da solo alle elezioni. Ipotesi a cui, in realtà, pochi prestano fede ritenendo che Oppi stia adottando una tattica per alzare il prezzo: l'Udc è determinante per la vittoria della coalizione di Centrodestra. Antonio Pitea, passato dal Pdl all'Udc già da diversi mesi, liquida il dibattito sulla situazione giudiziaria di Berlusconi: «Le sentenze sono sentenze specie quando sono definitive. Mi interessano principalmente le conseguenze e le reazioni istituzionali e politiche», ha detto, «mi auguro che per chiarezza e trasparenza ognuno sappia guardare avanti e rinnovarsi, riproporsi con volti nuovi e non compromessi: la vita democratica di un Paese ha bisogno di schieramenti fondati sulle loro idee, dei valori di cui sono portatori e non dai giochi di potere di singoli che antepongono interessi personali ai doveri istituzionali». Pitea afferma che senza questi cambiamenti «trovo difficile, se non impossibile, una qualsiasi collocazione in questo scenario politico». Nonostante la diaspora del Pdl e il ritorno a Forza Italia, il partito istantaneo che Berlusconi fondò nel 1994 nel giro di una cinquantina di giorni, l'impressione nel Centrodestra sardo è che a scegliere il futuro candidato alla presidenza della Regione, sarà ancora una volta Berlusconi. Come fece, con un colpo a sorpresa con Mauro Pili, che da sindaco di Iglesias si ritrovò a Villa Devoto, e come fece l'ultima volta con Ugo Cappellacci. All'idea delle primarie sarde - e sarebbero le prime in Italia per il Centrodestra dopo che a dicembre dello scorso anno Berlusconi fece saltare quelle programmate da Angelino Alfano - ha aderito il gruppo di Fratelli d'Italia che potrebbe presentare Matteo Sanna o l'assessore Antonello Liori, e potrebbero associarsi i Riformatori ma solo a patto che prima siano smantellate le Province. Già in campo "Sardegna è già domani" con il suo capogruppo, Mario Diana, che potrebbe cedere il posto alla presidente del Consiglio, Claudia Lombardo. Un'ipotesi suggestiva vede candidate alla presidenza della Regione tre donne: Francesca Barracciu, uno dei partecipanti sicuri alle primarie del Centrosinistra, la scrittrice Michela Murgia e proprio Claudia Lombardo. Ma per ora è solo un'ipotesi. Il coordinatore del Pdl Settimo Nizzi, sarà a Roma la prossima settimana per definire la situazione. Escluse le primarie, se la candidatura di Cappellacci non dovesse veder coaugulare il voto del Centrodestra, potrebbe spuntare un altro candidato. E da tempo circola il nome di Emilio Floris. L'ex sindaco di Cagliari ha rivelato che molti grandi elettori gli hanno chiesto di candidarsi. La disponibilità c'è «se si trattasse di unificare le varie anime del partito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA