Fiat, schiaffo alla Cgil

ROMA.Un nuovo strappo con le associazioni di categoria, un nuovo strappo nelle relazioni sindacali. Giornata intensa quella di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. I metalmeccanici di Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fismic sono pronti ad aprire un tavolo con il Lingotto per arrivare a mettere nero su bianco un «unico Contratto nazionale per tutti i lavoratori del gruppo Fiat». Sono le stesse organizzazioni sindacali ad evidenziarlo al termine dell'incontro, a Roma, con l'amministratore delegato dell'azienda torinese, Sergio Marchionne. All'incontro c'erano anche i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Non ci sono la Fiom e la Cgil. «Si continua nella pratica dei confronti e degli accordi separati», commenta il leader della Fiom, Maurizio Landini. Che respinge l'idea del contratto nazionale Fiat: cosi «negano la libertà sindacale» e «cancellano il contratto nazionale nel nostro Paese». La Fiat ha confermato l'impegno a proseguire gli investimenti negli stabilimenti italiani «confermando la piena validità del progetto industriale Fabbrica Italia», con «importanti rassicurazioni sulle prospettive produttive e occupazionali», dicono i segretari generali di Fim, Uilm e Fismic dopo aver incontrato Marchionne. Tra questi, riferiscono, il lancio della nuova Panda entro l'anno a Pomigliano; della Maserati nel 2012 a Grugliasco; del Suv Jeep a partire dalla seconda metà del 2012 a Mirafiori. Questo nel giorno in cui Fiat annuncia un altro strappo: l'uscita dal'Anfia, l'associazione della filiera dell'auto. «Fiat sta facendo in modo autonomo tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente e liberarsi da vincoli di un'economia di mercato che sono freni allo sviluppo. In questa chiave si inserisce la nostra decisione di uscire da Confindustria e anche dall'Anfia», spiega Sergio Marchionne.