Pratosardo, tavolo da rifare


NUORO.Si doveva discutere di Pratosardo ma si è sfiorato l'incidente diplomatico. «Per far arrivare risorse all'area industriale bisogna fare gioco di squadra e ci deve essere il sostegno di tutti, dalle associazioni di categoria ai consiglieri regionali», ha detto il sindaco Bianchi aprendo il tavolo di discussione in programma ieri mattina in comune. Ma alla riunione convocata dall'assessore al Lavoro Vincenzo Floris mancavano proprio i rappresentanti delle associazioni di categoria (tra le più importanti Cna, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Legacoop, Ascom), e non era stato avvisato l'unico deputato nuorese, Bruno Murgia (Antonello Soro è stato eletto in Lombardia), ieri in città ma all'oscuro dell'invito. E cosi dopo una decina di minuti e con l'accordo di tutti, la riunione è stata aggiornata a lunedi prossimo. Era questa l'unica decisione capace di scongiurare una rottura altrimenti ingiustificabile, perché avvenuta al tavolo convocato proprio per unire tutti i soggetti interessati verso un unico obiettivo: strappare un finanziamento regionale milionario per l'area industriale di Pratosardo. «C'è stato qualche problema nella notifica dell'incontro», ha ammesso Floris.
Dunque, dopo il discorso di apertura del sindaco e l'intervento di Floris, il consigliere regionale Roberto Capelli ha suggerito di aggiornare l'incontro. Proposta subito appoggiata da Ignazio Ganga della Cisl e poi da tutti gli altri (Mussoni della Cgil, Corda della Uil, Bornioli della Confindustria, l'assessore provinciale Tidu, Carlo Pellegrini per gli operatori e i consiglieri regionali Barracciu, Cucca e Capelli).
In apertura Bianchi ha detto di non volere «una lotta tra poveri, o contrapporre le esigenze di Pratosardo con quelle di Ottana o Tossilo. Le ragioni di Pratosardo devono essere sostenute, oltre che dal Comune, dalle associazioni di categoria e dai consiglieri regionali. Bisogna fare gioco di squadra per portare risorse». Floris ha spiegato i termini della questione: «Siamo preoccupati per la gestione dei fondi destinati alle aree di crisi. La legge regionale 3 del 2009 ne individua otto, tra cui Pratosardo, con uno stanziamento di 40 milioni. Di questi, 20 milioni sono già stati destinati a Macomer. Dunque rimangono 20 milioni da dividere tra sette territori, senza considerare che altre aree come la Marmilla chiedono di poter accedere ai finanziamenti». Floris ha ricordato anche la legge regionale 5 del 2009 sulle infrastrutture: «Queste due leggi dovrebbero permettere di risolvere i limiti di Pratosardo, l'unica zona industriale esclusa dagli accordi di programma e che non ha mai avuto un sostegno pubblico. La Regione deve garantire alla aree di crisi un giusto riconoscimento finanziario, e Pratosardo deve avere un trattamento uguale a quello ricevuto dalle altre aree».

Marco Sedda