«A giudizio il pirata del Pra»

OLBIA.Aveva deciso di arrotondare le sue entrate da programmatore e consulente informatico mettendo in piedi un sistema per accedere alla banca dati del Pra un numero infinito di volte, facendosi pagare solo l'acquisto di un malaware, un programmino pirata che si insinuava nel sistema informatico centrale del pubblico registro automobilistico.
Per Fabio Giovanni Petta, ieri è arrivata la comunicazione di chiusura indagini con la richiesta di rinvio a giudizio inoltrata al Gip e formulata dal sostituto procuratore di Cagliari Giangiacomo Pilia. A carico di Petta sono stati ipotizzati quattro capi di imputazione, compresa la truffa e la violazione di domicilio. Il quarantenne, difeso dall'avvocato Giuseppe Timeo, è accusato di essere entrato più volte nel cervellone del Pra sottraendo anche dati personali, sia di privati che di enti pubblici. Il tutto per merito di un programma dal costo di qualche decina di euro, 'Urbanpra", scaricabile dall'omonimo sito.
L'indagine, avviata dalla Procura di Roma con l'ausilio del commissariato di Olbia, che ha provveduto ad arrestare il tecnico lo scorso maggio, era nata da una segnalazione dell'Aci. La password del Comune di Aversa, inserita secondo l'accusa dal Petta nel suo programma, aveva consentito di accedere al Pra per oltre 8mila volte in due mesi del 2011 rispetto ai 400 casi dell'anno precedente.
Secondo il pm, Petta, aveva fraudolentemente effettuato la campagna pubblicitaria a favore del suo software e con quel sistema l'acquirente, apparentemente ignaro della non liceità dell'operazione, era in grado di effettuare tutte le visure desiderate dalla banca dati del Pra, senza pagare ogni volta l'accesso. Il segreto era nella password (LA512B) ingegnosamente trafugata al Comune di Aversa, nel casertano.
Per attivare il software bisognava corrispondere il bonifico su una carta Lottomaticard, emessa a Olbia, ma intestata a una persona inesistente. Gli agenti del commissariato, per risalire all'identità del pirata hanno seguito, ancora una volta, i soldi. I prelievi effettuati ogni giorno in diversi sportelli bancomat di Olbia, con la Lottomaticard erano nel raggio di poche centinaia di metri dalla casa dell'hacker, che prima dei prelievi si collegava al sito della carta per verificare la disponibilità di contante. Adesso il destino dell'informatico olbieese è nelle mani del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Cagliari che dovrà decidere se rinviarlo a giudizio.(g.cen.)