Amianto negli edifici scolastici Dopo l'allarme dell'Asl nel 2008 fermi i fondi per le bonifiche

ALGHERO. Coperture pluviali, serbatoi, canali di gronda, tubazioni. L'amianto negli edifici pubblici cittadini (scuole comprese) c'è ancora e anche se spesso non si vede le sue fibre nocive volano in libertà. Le Professionali di via Don Minzoni, l'Alberghiero, il liceo classico Manno, l'Istituto d'arte, la scuola materna Sant'Agnese di Fertilia, l'ospedale civile e il carcere attendono una bonifica completa. Mentre al momento sono da verificare le tubature delle elementari dell'Asfodelo e di via Lido.
I dati si riferiscono al censimento fatto nel 2008 dall'Asl 1 in vista dell'assegnazione dei fondi pubblici per la rimozione del materiale. Ma al Comune chiariscono: «Quei soldi sono fermi». Cosi come sarebbe bloccata la verifica di ciò che in questi anni è stato rimosso. Fatto sta che a Sant'Anna non esiste un ufficio o almeno un addetto che abbia il quadro preciso della situazione: ci si occupa di amianto solo quando viene trovato nelle strutture pubbliche da ristrutturare. Ma il materiale cancerogeno si deteriora nel tempo a causa di sbalzi termici ed è nocivo. «Anche quelle che sembrano parti trascurabili non sono meno pericolose - spiega il presidente regionale dell'Associazione italiana esposti amianto, l'algherese Tore Garau - perchè dopo tre anni qualunque tipo di manufatto inizia a cedere fibre e se non è sottoposto a costanti collaudi e verifiche si rende necessaria la bonifica. Avere un manufatto che di per sé non è stato manomesso o è inserito in un percorso di manutenzione costante non deve spaventare - continua l'esperto - tuttavia la rimozione è sempre preferibile».
Le fibre di asbesto - nome scientifico dell'amianto - sono responsabili di tanti carcinoma polmonari e del mesotelioma, che ha tempi di incubazione fino a trent'anni. Per questo il loro utilizzo è fuorilegge nel nostro Paese dal 1992. «Ci sono più vittime dell'amianto che morti bianche - spiega ancora Tore Garau -, con la lenta burocrazia attuale per bonificare l'intera Sardegna servirebbero 339 anni, ma anche Alghero deve accelerare i suoi tempi. Anche se sembra una preoccupazione lontana, in città negli ultimi cinque anni si ci sono stati quattro decessi accertati a causa dell'amianto, ma il numero potrebbe essere superiore». Le vittime dell'asbesto sono morti silenti, drammi che si consumano con riservatezza e dignità. Al momento il Comune sta bonificando l'ex macello comunale: pluviali, canali di gronda, tettoia e onduline, cinquantamila euro per l'intero complesso in disuso. I privati nel frattempo hanno l'opportunità periodica di usufruire dei fondi provinciali per la rimozione dell'amianto casalingo. Dal 2008 a oggi - l'ultima domanda è scaduta dieci giorni fa - hanno fatto richiesta una trentina di algheresi, tra i quali le suore domenicane per la scuola materna Sant'Agnese. Il censimento fatto dall' Asl registra solo gli edifici pubblici aperti. Il sommerso delle strutture abbandonate, non è quantificabile. Ma vola sulla città.