Blitz in tutta Italia, Roma ferma i cortei


ROMA.Che la furia devastatrice dei 'neri", addestrati alla guerriglia e organizzati in falangi pronte all'attacco, come hanno dimostrato nel piano paramilitare sferrato sabato scorso a Roma, possa ripetersi presto, già domenica in Val di Susa, Torino, e poi i primi di novembre in Francia, per il G20. È questa ora, la preoccupazione istituzionale che da Roma, dove ieri il sindaco Alemanno ha bloccato i cortei per un mese, al Piemonte travalica i confini nazionali.
Mentre ieri in Italia è scattato un blitz di polizia che ha battuto a tappeto centri sociali di decine di città, case e ambienti di anarchici già noti, in Francia il prefetto di Nizza, Jean-Michel Drevet, ha annunciato la chiusura delle frontiere dal 24 ottobre fino alla fine del vertice dei grandi della terra, previsto a Cannes, proprio per evitare «l'intrusione» di gruppi organizzati.
La possibilità che black bloc e No Tav italiani si mescolino con gli altermondialisti francesi dando luogo a preordinate azioni di violenza, ha creato allarme tra le autorità d'Oltralpe che, in accordo con quelle italiane, sospenderanno Schengen (solo per il transito a Nizza) ripristinando i controlli alla frontiera per dieci giorni. Il prefetto Drevet ha precisato che la polizia di confine potrà adottare «misure di respingimento» se dovesse trovarsi davanti a episodi di «intrusione collettiva».
Ma l'allerta non è solo per il G20 francese. Domenica prossima, il 23 ottobre, ci sarà la marcia promossa dal movimento degli oppositori della Torino-Lione, in Val di Susa, il cui intento dichiarato è quello di tagliare le reti del cantiere di Chiomonte. Secondo le ricostruzioni degli investigatori sui partecipanti alla guerriglia di Roma, c'erano tra i black bloc anche le frange più violente dei No Tav. Ma anche i 'neri" hanno già preso parte agli scontri in Val di Susa, come in una sorta di 'allenamento". Il movimento si ribella a questo accostamento, mentre qualcuno in Piemonte, come il coordinatore regionale Enzo Ghigo (Pdl), chiede che la manifestazione venga revocata. È stato negato invece il via libera al corteo della manifestazione Fiom di venerdi 21 a Roma, cui parteciperà anche il segretario generale Cgil Susanna Camusso. I metalmeccanici di Fiat e Fincantieri si dovranno accontentare di un sit-in a piazza Esedra. Dopo il 15 ottobre la posizione della questura è netta: si ad una manifestazione «statica», no ai cortei. Un divieto, quello deciso dal questore Francesco Tagliente, che potrebbe anche durare un mese. Ma il segretario generale Fiom, Maurizio Landini, spera ancora di poter trovare una mediazione in extremis. «Alle nostre manifestazioni non si viene con i caschi, ma con la faccia scoperta» ha detto. E la Camusso boccia il provvedimento di Alemanno e gli chiede di ritirarlo.
Intanto ieri, è stato il giorno dei blitz e della richiesta di convalida dei fermi dei 12 arrestati (tutti tra 19 e 30 anni, uno è romeno, tre le donne), che rischiano da 3 fino a 15 anni di carcere. Le operazioni di caccia agli incappucciati sono scattate all'alba. Gli uomini della Digos hanno effettuato perquisizioni e controlli in tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, dal Lazio al Trentino passando per Marche, Campania, Abruzzo, Piemonte, Toscana, Veneto. Nel mirino della polizia i centri sociali, come Gramigna di Padova e Askatasuna di Torino, ma anche gli appartamenti e i posti frequentati da anarco insurrezionalisti. Obiettivo: trovareprove riconducibili agli scontri di Roma. Caschi, mazze, una quindicina di fumogeni e documenti considerati «interessanti», sono stati sequestrati dalla Digos a sei-sette esponenti dell'area antagonista, residenti tra Senigallia e Agugliano. Mentre la polstrada di Firenze domenica mattina ha fermato e poi rilasciato sei persone, 4 studenti tra i 20 ed i 24 anni (frequentatori del circolo Fuori luogo), e una coppia di Pistoia (47 anni lui, 46 lei, conosciuti nell'ambiente anarchico), proprietaria del camper a bordo del quale viaggiavano tutti.
A Roma, il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, titolare del fascicolo sugli indicenti insieme al sostituto Marcello Monteleone, sta valutando le singole posizioni dei 12 arrestati che, oltre a resistenza a pubblico ufficiale, rischiano fino a 15 anni per «avere operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone con l'utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici».
Tra oggi e domani ci saranno gli interrogatori di garanzia in carcere condotti dal gip Elvira Tamburelli. «Alcune condotte sono state pianificate e preparate prima degli scontri» ha detto Saviotti confermando che «alcuni comportamenti fanno pensare a tattiche di scontro preventive». I giovani arrestati non hanno precedenti. Nelle carte della procura capitolina sono solo un elenco di nomi, cognomi e date di nascita. Oltre ai 12, altri 8 sono stati fermati, denunciati e rilasciati. Sei di questi sono minorenni. E per alcuni liceali romani sono già dei «miti».

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Annalisa D'Aprile