Passa la tariffa unica per la continuità aerea


CAGLIARI. Che sia tariffa unica, nella prossima continuità territoriale aerea: nessuna differenza fra residenti e forestieri. È questa la novità del piano trasporti della Giunta. È laproprietà della Regione a essere ristabilita prima di ogni altra cosa nel disegno di legge presentato dall'assessore Christian Solinas.
Il decreto.Nonostante la modifica del titolo quinto dello Statuto (nel 2000) e il trasferimento della spesa alla Sardegna (2006), sinora dal Consiglio non è stata mai approvata la legge di attuazione. Ora questo vuoto è destinato a essere colmato dal ddl, per evitare che sia ancora il Governo a gestire la partita. L'ultima volta è successo a gennaio, con i decreti del ministro Matteoli finiti nel cestino: ritirati e poi annullati, non piacevano a nessuno. Basta, la Regione vuole riessere proprietaria a tutti gli effetti della continuità e lo farà prima con una conferenza di servizio e poi con decreti diretti senza più intermediari. Se la strada tracciata da Solinas continuerà a essere questa, anche dopo il voto del Consiglio, la Regione dovrà comunque fare in fretta. L'attuale contratto sugli oneri di servizio scade a ottobre, sarà prorogato, ma è rischioso soltanto ipotizzare un'anarchia. Con in più il pericolo che se non ci saranno offerte, i pacchetti dovranno andare prima o poi all'asta e nulla allora sarà scontato.
I finanziamenti.Dopo il poco o niente di questi ultimi anni, cioè le casse vuote, la continuità territoriale riavrà un suo tesoretto. Nel ddl è previsto un fondo di settanta milioni per le compensazioni degli oneri di servizio a favore delle compagnie aeree. La parte più consistente, 50-55, sarà destinata alle rotte ricche da Cagliari, Olbia e Alghero per Roma e Milano, il resto finirà nel mucchio delle altre tratte, erano una ventina nel decreto Matteoli poi annullato. Ma il rapporto fra le due voci potrebbe essere più sbilanciato, perché chi vorrà gestire i voli su Roma e Milano dovrà presentare offerte al ribasso e dunque la Regione dovrebbe risparmiare un bel po' di soldi da 'caricare" poi sulle altre rotte e renderle più appetibili. È certo comunque che il ritorno delle compensazioni potrebbe attirare sul mercato isolano diverse compagnie internazionali rimaste finora fuori e per nulla intenzionate a interferire nell'attuale spartizione fra Meridiana e Alitalia-AirOne. Proprio l'arrivo di questi nuovi competitor potrebbe costringere le due big a essere più accondiscendenti, per non finire schiacciate fra la concorrenza in arrivo e le low cost in ascesa sulle rotte alternative a Fiumicino e Linate. Una sfida senza esclusione di colpi.
La tariffa unica.È la storica proposta del deputato Mauro Pili (Pdl) poi raccolta dal centrosinistra seppure con qualche correzione, e che adesso ha trovato asilo nel ddl Solinas. Tariffa unica vuol dire che tutti pagheranno lo stesso prezzo, senza più quelle differenze fra residenti e non su cui le compagnie aeree hanno speculato e fatto soldi. Non c'è ancora un listino, ma soltanto proiezioni anche se sono abbastanza vicine a quella che sarà la realtà: 50 euro, tasse escluse, da Cagliari, Olbia e Alghero per Roma, 60 dagli stessi aeroporti verso Milano. Dunque, cento euro per un andata e ritorno da Fiumicino, centoventi Linate. In sostanza, gli stessi prezzi che oggi pagano i residenti, ma bisognerà vedere quanto poi su ogni ticket peseranno le tasse aeroportuali, cambiano da scalo a scalo, e quale trucco fra supplementi carburante e oneri di sicurezza s'inventeranno le compagnie per raschiare ancora il barile.

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Umberto Aime