Peste suina, appello alla Regione

NUORO.«Servono interventi immediati di contrasto contro la peste suina, e non bisogna compromettere l'attività di esportazione di allevamenti e macelli che hanno sempre garantito gli standard di sicurezza previsti. È in gioco il futuro di un'intera filiera produttiva»: dopo giorni di segnalazioni e timori, anche nel Nuorese, legati alla peste suina, Confindustria lancia un appello deciso alla Regione. Lo fa attraverso il suo presidente provinciale, Roberto Bornioli, e un comunicato asciutto ma ricco di preoccupazioni. L'obiettivo finale, è quello di tutelare le imprese della lavorazione e commercializzazione delle carni suine. «A causa della peste suina e dei conseguenti blocchi - spiega Bornioli - è messo in gioco il futuro di una filiera produttiva che concentra nella Sardegna centrale importanti industrie del settore. Veri e propri capisaldi economici ed occupazionali basati su risorse locali ed una elevata qualità dei prodotti. Una filiera da completare e potenziare». Per questo motivo Confindustria ha preso carta e penna e inviato una lettera agli assessori regionali della Sanità, Simona De Francisci, e dell'Agricoltura, Oscar Cherchi, raccontando la difficile situazione nella quale vivono gli imprenditori del Nuorese e dell'Ogliastra. Ma indicando anche le proposte e le iniziative emerse dalle imprese che richiedono l'intervento della Regione.
Le proposte in questione erano emerse al primo incontro del progetto Mosaico, che si è tenuto a Macomer lo scorso 5 ottobre. Nel corso di quell'incontro, gli imprenditori del settore - tra cui Daniela Forma, della Forma Centro Carni srl - hanno evidenziato l'importanza strategica di una politica di sostegno e sviluppo che metta la parola fine al problema della peste suina, altrimenti si rischia la compromissione e l'azzeramento dell'export in quanto le procedure di sicurezza igienico-sanitarie attuali, secondo l'associazione degli industriali, bloccano senza alcuna distinzione la movimentazione dei suini e quindi l'attività di tutte le aziende che rientrano nelle fasce di protezione individuate. Secondo Confindustria, insomma, bisogna prevedere disposizioni che non compromettano gli allevamenti e i centri di macellazione e trasformazione che abbiano sempre garantito alti standard di sicurezza e sono costantemente oggetto di rigorosi controlli e verifiche. Per l'assoindustria è inoltre necessaria la creazione di un corridoio sanitario affinché non siano bloccati gli allevamenti e macelli sicuri, soprattutto quando detengono l'autorizzazione per l'export delle carni suine. Evidenziata anche la necessità di una più decisa politica di premialità verso chi si adopera al meglio affinché non si manifesti, il più a lungo possibile, nessun focolaio di peste suina e allo stesso tempo considerare. «Questo obiettivo potrà essere raggiunto esclusivamente con la volontà della Regione - afferma il presidente Confindustria Roberto Bornioli - è una grande sfida che Confindustria richiede con forza poiché si tratta di un settore produttivo con grandi margini di sviluppo, di alta qualità nei prodotti e lavorazioni».