Cagliari, l'Inps in affitto da Zuncheddu

CAGLIARI. L'Inps vende gli immobili, accorpa le sedi cagliaritane e dove va? Negli edifici di proprietà del costruttore-editore Sergio Zuncheddu, dove potrebbe pagare per l'affitto dei locali un canone di 900mila euro l'anno. Su nove offerte selezionate con un bando pubblico dalla direzione Inps, quattro sono state bocciate e delle cinque giudicate idonee dall'organo tecnico di valutazione tre sono arrivate dall'imprenditore di Burcei.
Si tratta dell'attuale sede dell'Unione Sarda in viale Regina Elena più due settori del gigantesco complesso dei Fenicotteri, a Santa Gilla. L'11 ottobre scorso il comitato regionale si è opposto con sei voti contrari, cinque astenuti e sette favorevoli. Ma il direttore generale Salvatore Putzolu, il solo in base alle norme a dover scegliere, andrà avanti comunque: «L'ultima parola spetta alla direzione generale nazionale - spiega il dirigente - io ho dato le mie indicazioni, basate su un'istruttoria tecnica. Esattamente come stabilisce la procedura». Putzolu non rivela quali siano le sedi prescelte per riorganizzare gli uffici dell'Inps regionale («sono tenuto al riserbo, mi dispiace») ma alcuni membri del comitato hanno appreso che l'indicazione è partita ed è arrivata a Roma: per ragioni di economicità, di collegamenti stradali e di adeguabilità dei locali gli immobili di Zuncheddu sarebbero ideali.
Ma vediamo le cose dal principio. È stato il direttore generale a chiedere alle sedi regionali di «razionalizzare» gli uffici territoriali. Si tratta di vendere quelli sovradimensionati e di acquisirne altri a prezzi convenienti, accorpando sedi e tagliando costi inutili. Tecnicamente si chiama cartolarizzazione, un'operazione di cassa sul patrimonio edilizio che in questo caso affianca un progetto di riorganizzazione. Cagliari si è allineata alle direttive: le attuali sedi di via Grandi e di via dei Giudicati verranno smantellate e gli uffici («che hanno solo funzione di coordinamento, non ci sono sportelli destinati al pubblico» avverte Putzolu) saranno trasferiti in un solo edificio. Al bando, pubblicato sui giornali, hanno risposto in nove. Tra le offerte gli uffici di via Cesare Pintus dov'era l'agenzia territoriale delle Finanze, palazzo Tirso in piazza Deffenu e palazzo Doglio, proprietà dell'ex presidente del Bologna Sergio Porcedda. Tutte queste sono state respinte sulla base dell'istruttoria tecnica: non sono idonee. Al vaglio della direzione sono rimaste le tre offerte targate Zuncheddu, l'ex Biochimico sardo in via Dante e i locali delle Poste centrali di piazza del Carmine. Fra questi, per ragioni esposte nella relazione tecnica trasmessa a Roma, sarebbero stati scelti gli edifici dell'editore. Una decisione ancora da definire ma che ha fatto balzare sulla sedia sindacalisti e rappresentanti delle associazioni datoriali - compresa Confindustria - riuniti a votare nel comitato regionale. Se il direttore Putzolu liquida l'opposizione con un giudizio essenziale («soprattutto ragioni politiche») la voce del dissenso si lega anche all'opportunità di investire pesantemente sulla sede direzionale quando la previdenza italiana e sarda sembrano avere problemi più urgenti da risolvere. D'altronde però i criteri dell'operazione sono stabiliti nell'«iter procedurale per l'acquisizione dei locali da destinare a fini istituzionali» e uno di questi è la «baricentricità» per la quale è stata costituita addirittura una commissione. Ebbene stando al parere della commissione gli edifici di Zuncheddu sono i più baricentrici e tra l'altro costano meno. Se le offerte di canone vanno da 17 a 22 euro al metro quadrato, i locali dell'editore verrebbero presi in affitto a 19 euro. Prezzo giudicato conveniente dai tecnici, in rapporto anche alle caratteristiche e alla posizione degli immobili.
I giochi però non sono ancora fatti: «Per quanto riguarda l'indicazione delle sedi decido io - avverte Putzolu - ma ora la proposta passerà al coordinamento generale tecnico-edilizio per un esame di merito basato sull'istruttoria tecnica. Poi alla direzione generale risorse strumentali e infine alla direzione centrale organizzazione. Quindi l'ultima parola sarà di Roma». Finita l'odissea burocratica e accolta la proposta, si dovrà determinare il canone: per questo entrerà in gioco la commissione per la congruità, formata da ingengeri e tecnici di finanza. Ma se tutto andrà come sembra, Zuncheddu rimedierà in parte alla mancata vendita delle torri alla Regione, un progetto bloccato da Renato Soru che per questo non sarà mai perdonato.

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