Calangianus, Mamia decisivo «Deve giocare a centrocampo»


CALANGIANUS.Altra trasferta e altra sconfitta. Pare concluso il bell'avvio dei giallorossi. Lo si sapeva bene che nel calcio ogni cosa assume il suo giusto contorno. Si sperava però che non fosse cosi rapida l'involuzione, anche se 14 punti su 8 gare sono un capitale da non dilapidare. Prima un bel tonfo ad Olbia, ora un altro a Valledoria I tifosi, che numerosi erano andati a Valledoria sperando almeno in un pari, hanno palesato un grande disappunto. Erano scesi nella bassa valle fiduciosi. Sono tornati sconfitti. «Si è giocato peggio di Olbia - dicono -: c'è proprio tanta amarezza».
Questo perché ancora una volta la passionaccia per il giallorosso aveva fatto stravedere per Mamia e i suoi ragazzi. Eppure c'erano tutti i presupposti per una bella gara. Martedi una cena fra giocatori e dirigenti aveva evidenziato l'esistenza di un bell'affiatamento. Ben lieti, i giocatori, di capire che giocano per una società che certo non è un Eldorado ma che ha un suo codice. E' vero che sarebbe mancato il centrale Ivam Delrio per infortunio (resterà assente due mesi), ma i dirigenti erano stati chiari: ragazzi questa è la vostra occasione.
Il presidente Paolino Cossu, deluso anche lui, la vede cosi questa seconda sconfitta ove Sechi ha vietato un ulteriore passivo più pesante: «Ci siamo rimasti male soprattutto per l'approccio negativo, come a Olbia del resto. Come scusante c'è che Zaccheddu, indisposto, ha giocato perché quasi costretto e che Rubino non era al meglio. Siamo, e questa è la verità, pochini in rosa. Non possiamo sforare un certo preventivo. Poi due amnesie sui primi due gol, discutibili. Ma la squadra era sfilacciata. Se andiamo sotto, non riusciamo ad organizzarci. In mezzo al campo soffriamo, poi giocare con quattro punte non possiamo permettercelo».
Dopo questi due severi test, il Calangianus è evidente che necessita di un uomo da immettere in difesa e un altro a centrocampo. Non si hanno fondi, però. Un altro dirigente di una precedente gestione rilancia: «Non possiamo prescindere da Mamia, oggi come oggi, in quanto a idee». Insomma di grattacapi ne ha il presidente Cossu.

Pietro Zannoni