Calvisi: «La Gallura rischia di perdere tutto»


OLBIA. La «vertenza giustizia» sarà rivendicata unitariamente coinvolgendo le istituzioni, le rappresentanze sindacali, gli operatori del diritto, la popolazione. Ne è certo Giulio Calvisi, deputato Pd, che ha scoperto l'inghippo. «La Gallura può perdere tutto, a vantaggio di Nuoro e Sassari».
L'esponente del Partito Democratico, che a Roma si è documentato ed ha già predisposto una interpellanza che sarà firmata da tutti i parlamentari dell'isola, spulciando tra le confuse linee guida della legge delega 148/11, ha trovato alcuni punti che giocano a favore della Gallura, ma tanti altri che la possono privare, in un baleno, dell'amministrazione giudiziaria
«La delega per il riordino delle circoscrizioni dei tribunale data al Governo nella manovra di ferragosto è una pessima delega, e il Pd l'ha duramente contrastata. Nessun criterio per il riordino e troppa discrezionalità data al ministro della giustizia. Teoricamente per la Gallura può succedere di tutto. Dalla soppressione del Tribunale di Tempio e il suo assorbimento in quello di Sassari alla chiusura della sede staccata di Olbia, per tornare alla situazione di 20 anni fa. Ma anche al superamento del Tribunale di Tempio e alla istituzione di quello di Olbia, al taglio della sede di La Maddalena, alla soppressione del giudice di Pace ad Olbia e persino lo spostamento della procura della Repubblica di Tempio a Sassari o Nuoro. L'unico motivo di tranquillità, in questa confusa e assurda legge delega, giunge dal dato che questo Governo appare tanto debole per avere la forza di tagliare più di 40 tribunali in Italia e oltre cento sezioni staccate. Occorre dunque mantenere la massima vigilanza e tenere alta l'attenzione di tutte le forze politiche e sociali, e soprattutto degli operatori di giustizia nel territorio, sino a quando il Governo non eserciterà la delega. La Gallura ha i numeri, il volume di cause, la popolazione, lo status di Provincia, gli introiti assicurati per conservare l'organizzazione attuale del sistema giudiziario. Per questi motivi l'unità di tutti, in particolare fra Olbia e Tempio, è condizione essenziale per evitare l'ennesimo scippo al territorio da parte di questo Governo».
In Procura, a Tempio, non commentano una legge delega «che lascia molti dubbi interpretativi e spazi di manova per qualunque azione», dice il sostituto procuratore Riccardo Rossi, che attende di conoscere a quali organi sarà affidato il compito di ridisegnare la geografia giudiziaria italiana. «Non riusciranno a chiudere un bel nulla, perchè gli interessi in ballo sono altissimi e a rischio, forzando la mano, c'è proprio il Governo», dice l'avvocato Mario Perticarà. Nel frattempo le bocce non restano ferme. Il presidente del Tribunale Gemma Cucca, in costante contatto con la presidenza della corte d'Appello di Cagliari, ha già fatto redigere le statistiche aggiornandole al 30 giugno 2011, che saranno spedite a Roma nelle prossime ore. Il Consiglio giudiziario sardo, nelle prossime settimane, avvierà le consultazioni visitando tutti i tribunali dell'isola. La battaglia per la giustizia è appena cominciata, e gli alleati sono tantissimi, tutti benedetti dalla chiesa.

Giampiero Cocco