Truffa con l'Iva falsa: chieste 18 condanne

CAGLIARI. Diciotto condanne sono state chieste dal pm Giangiacomo Pilia al processo per la truffa all'Erario da tre milioni di euro messa a segno con falsi rimborsi iva in cambio di mazzette. Il magistrato dell'accusa ha chiesto al tribunale l'assoluzione di un imputato e la prescrizione del reato per un'altra delle persone coinvolte. Per il presunto capo dell'organizzazione Salvatore Dessi il pm ha sollecitato la pena più alta: sei anni di carcere.
Stando agli atti del procedimento Dessi, ex titolare di un oleificio di Narcao, contattava imprenditori ai quali si proponeva come curatore delle domande di rimborsi Iva non dovuti, da presentare tramite la Bipiesse riscossioni all'Agenzia delle entrate. Era suo compito - secondo l'accusa - lubrificare l'ingranaggio corrompendo con somme di denaro il funzionario Bipiesse Antonio Carboni, che ha patteggiato la pena. Complessivamente l'organizzazione avrebbe truffato una cifra vicina ai tre milioni di euro. Il pubblico ministero ha chiesto quattro anni per Rosario Trusiano (difeso da Rodolfo Meloni), funzionario dell'Agenzia delle entrate imputato di associazione a delinquere, truffa e rivelazione di segreti dufficio. Tre anni la richiesta per il ragioniere commercialista Venanzio Pisu (difeso dall'avvocato Michele Schirò), accusato di associazione a delinquere e truffa perchè avrebbe messo a disposizione della presunta organizzazione la sua professionalità e il suo studio come base operativa.
Per l'impiegato dell'Agenzia delle entrate Enrico Diomedi, imputato di associazione a delinquere Pilia ha sollecitato tre anni, quattro e mezzo per la convivente di Dessi, Candida Gianeri, titolare di una lavanderia, accusata di ricettazione perchè versava sui propri conti correnti gli assegni che le dava il compagno.
Le altre richieste: due anni e mezzo per Agostino Caso (truffa e ricettazione), quattro e mezzo per Fabrizio Cau (tentata truffa), due e mezzo per Maria Teresa Fadda (truffa e ricettazione), un anno e mezzo per Marco Melis (truffa), un anno per Graziano Collu (truffa), un anno e mezzo per Elisabetta Cara (truffa), due anni per Laura Lai (corruzione e truffa), due anni e mezzo per Alessandro Ombrello (corruzione e truffa), un anno e mezzo per Angelo Caso (truffa), quattro anni per Massimo Piludu (concussione), un anno e mezzo per Lara Stefania Iannuzzi (ricettazione), un anni per Roberto Diomedi (truffa e falso ideologico), quattro anni per Irma Caschili.
Prescritto per l'accusa il reato per Massimo Melis, il pm ha chiesto l'assoluzione per Valter Cadeddu. Altri sette imputati per reati vari sono usciti dal processo grazie al patteggiamento della pena. Il 9 e il 16 febbraio parlerà la difesa, poi il tribunale - presieduto da Mauro Grandesso, a latere Badas e Sanna - fisserà un'altra udienza per le repliche e la sentenza. (m.l)