Bianchi, leader a sorpresa Il medico che ha guarito il centrosinistra a Nuoro

NUORO. «Babbo, ma perché i bambini non possono votare?». Alessandro Bianchi è rimasto di stucco, alla vigilia del ballottaggio. La sua piccola Benedetta, 8 anni appena, era li, sorridente, che aspettava risposte. «Forse perché non tutti i bambini hanno il babbo candidato a sindaco» ha chiuso lui, un po' imbarazzato. Proprio lui che da lunedi sera è il nuovo sindaco di Nuoro, lui il giovane medico che un 'vecchio" partito come il Pd ha voluto mandare sul campo per conquistare il palazzo civico lasciato vuoto dopo due mandati di Mario Zidda, pure lui del Pd.
Missione impossibile, o quasi, in un paese, l'Italia, dove il sistema partitico punta sulla gerontocrazia piuttosto che sui giovani, questi illustri sconosciuti. «No, non è cosi - spiega subito Bianchi, 45 anni -. Oggi per fortuna gli spazi ci sono. E sono i giovani che devono avvicinarsi ai partiti, non devono aspettare che siano i partiti ad avvicinarsi a loro». Lui, per fare un esempio concreto, la passione politica ce l'ha sempre avuta. Già adolescente, liceale al Classico di Nuoro, professava il credo sardista-autonomista. Poi, ai tempi dell'università a Cagliari, è entrato negli ambienti post-comunisti del Pds, il Partito democratico della sinistra nato con Achille Occhetto nel 1991 dopo lo scioglimento del vecchio Partito comunista italiano. Una fede politica coltivata nel tempo, nelle retroguardie, anche quando nel 1998 è arrivato Massimo D'Alema e ha trasformato il Pds in Ds, Democratici di sinistra.
È a quel punto che per il giovane Alessandro Bianchi è scattata la militanza vera e propria. Silenziosa, ma costante e puntuale.
E se è vero che a spingere Bianchi, fresco di specializzazione in oncologia, a tornare nella sua città è stato Attilio Gabbas, primario di Ematologia al San Francesco, altrettanto vero è che a spingere il giovane medico a gettarsi nella mischia della politica locale nuorese è stata la suocera, Nerina Fiori, donna schietta e sempre leale che ha portato in alto la bandiera dei Ds. Madre di Marcella Doa, insegnante, moglie del nuovo sindaco di Nuoro, Nerina Fiori era stata assessore alla Pubblica istruzione nella giunta di Carlo Forteleoni; con il primo mandato amministrativo di Mario Zidda, cominciato nel 2000, era stata nominata presidente del Consiglio comunale. Morta nell'agosto 2008, ha fatto in tempo a vedere il genero seduto nei banchi della maggioranza, quando Zidda ha ricevuto dai nuoresi il secondo mandato di fila, nel 2005.
Bianchi Alessandro noto Sandro, nato a Oliena il 12 febbraio 1965 e dopo appena due anni trapiantato a Nuoro, prese allora 194 voti. Nei Ds, davanti a lui c'erano Paolo Cottu (247 voti), Teresa Pintori (199) e Anna Maria Mura (197). Bianchi diventò subito capogruppo consiliare dei Democratici di sinistra. Allora come oggi, l'oncologo era impegnato su due fronti: da un lato nel sindacato dei medici, l'Anaao; dall'altro nella segreteria dei Ds. Nel 2005, infatti, era dirigente cittadino del partito. Nel 2007, invece, è stato eletto alla costituente nazionale del Pd, il Partito democratico, nelle liste di Walter Veltroni, divenuto poi il primo segretario della nuova forza politica.
Dai primi del 2010, Sandro Bianchi è nella direzione provinciale del Pd, al fianco di Peppino Pirisi, il segretario che per queste ultime elezioni ha puntato su di lui come pure su Roberto Deriu, candidato alla presidenza della Provincia nonostante la guerra interna che ha portato alla clamorosa spaccatura del centrosinistra, «vecchio e stantio», a sentire i dissidenti Efisio Arbau & company. Eppure era dal novembre scorso che si faceva il nome del giovane Bianchi come papabile candidato alla carica di sindaco. Visto con sospetto, perché decisionista. Perché all'epoca delle battaglie contro l'inceneritore di Ottana aveva osato schierarsi contro i progetti di Renato Soru. Il nome di Bianchi sindaco dunque era stato fatto per essere bruciato all'istante? Cosi non è stato: lui, da buon mediatore, ha pazientato e messo su la squadra che ha battuto Paolo Manca al ballottaggio, ribaltando il risultato del primo turno.