«L'acqua del Coghinas è inquinata»

VALLEDORIA. Sembra avvolta dal mistero la motivazione che ha spinto l'amministrazione comunale di Valledoria a dare l'autorizzazione ad aprire la foce del Coghinas nella giornata di mercoledi 13 agosto, creando allarmismi tra i bagnanti del mare di San Pietro a causa del cambio di colore dell'acqua marina da cristallina e trasparente a giallastra e limacciosa: colore tipico del fiume Coghinas. Il fenomeno ha interessato quasi tutto il litorale doriano.
Diversi turisti presenti in spiaggia hanno gridato all'allarme inquinamento, anche perché alcuni di essi hanno sostenuto che l'acqua del mare poco dopo il fenomeno ha iniziato a essere anche maleodorante. «Non siamo stati di certo noi a dare il nullaosta al comune di Valledoria a fare aprire la foce del Coghinas - sostiene la direttrice del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna Pierpaola Isoni - anche perché in quelle giornate non abbiamo avuto richieste da parte degli utenti della bassa valle del Coghinas di azionare le idrovore per scongiurare pericoli di allagamenti nei campi. Né tantomeno - continua la Isoni - ci sono pervenute sollecitazioni sia per scaricare l'acqua presente nei canali d'irrigazione a mare sia segnalazioni di un innalzamento repentino del fiume Coghinas che mettesse a rischio le colture». Alla luce di ciò, risulta del tutto falsa la voce che da più giorni stava circolando in paese, secondo la quale la foce sarebbe stata aperta per salvaguardare le carciofaie. Intanto i cittadini e i villeggianti del comune doriano vorrebbero l'intervento della Asl, con l'avvio di vari prelievi di acqua, lungo tutta la foce del Coghinas, per stabilire se effettivamente le acque del fiume possano essere pericolose per la salute pubblica. Questo naturalmente a prescindere o meno che si apra la foce. «L'acqua del Coghinas è inquinata perché i depuratori non sono adeguati - dencuncia il sindaco di Badesi, Tony Stangoni -. Il comune di Valledoria prima di aprire un varco nella foce dovrebbe chiedere l'autorizzazione anche alla nostra amministrazione, perché la foce ricade anche nel nostro territorio di competenza. L'amministrazione comunale che rappresento farà in modo che non avvengano più aperture 'arbitrarie" della foce da parte del comune valledoriano». Insomma il problema dell'adeguamento dei depuratori comunali che sono sottodimensionati a sopportare il carico di presenze turistiche soprattutto nei mesi di luglio e agosto diventa più che mai prioritario. L'auspicio ora è che l'ubicazione del futuro depuratore consortile sia negoziato al meglio tra le amministrazioni interessate e che quindi la sua ubicazione non ricada in aree che penalizzino ulteriormente il comune di Valledoria.
Giulio Favini