Salute e prevenzione

SASSARI. Grande attesa nei reparti di ginecologia e ostetricia cittadini per l'arrivo del vaccino contro il virus del papilloma HPV, trasmissibile per via sessuale e responsabile principale dei tumori al collo dell'utero e di tutte le neoplasie che interessano l'apparato genitale femminile. Il via al nuovo piano di vaccinazione è previsto per il mese in corso.
Il sistema sanitario nazionale, offrirà il nuovo vaccino in maniera gratuita alle dodicenni, considerate le rappresentanti ideali della soglia di sbarramento antecedente l'inizio dei primi rapporti sessuali. 'L'obiettivo principale della vaccinazione anti-HPV - afferma Salvatore Dessole, responsabile della clinica ostetrica e ginecologica di Sassari - è la prevenzione, e nella peggiore delle ipotesi, la riduzione di questo tipo di tumori, che purtroppo colpisce una consistente fascia di popolazione femminile di età compresa fra i 50 e i 55 anni".
'La campagna di vaccinazione - aggiunge Maria Paola Bagella, ginecologa - intende immunizzare, nel giro di qualche anno, tutta la popolazione femminile, con particolare riguardo verso le donne tra i 12 e i 20 anni d'età".
Fondamentale non trascurare l'impegno dei ginecologi nel seguire e consigliare la donna vaccinata relativamente alle altre malattie sessualmente trasmesse e ai regolari controlli ginecologici.
Il vaccino contro l'HPV, non è però l'unica novità nel campo dell'ostetricia e della ginecologia: da pochi giorni, infatti, è partito l'iter per l'autorizzazione della Ru486, più comunemente denominata «pillola abortiva». 'Costituisce una valida alternativa all'aborto chirurgico - afferma Dessole - che talvolta comporta dei rischi legati all'anestesia generale o all'atto chirurgico in sé. Minori, a mio avviso, sono i rischi che deriverebbero dall'assunzione della pillola abortiva, cosi come risulterebbe meno invasiva l'interruzione di gravidanza, purchè venga effettuata nel pieno rispetto della legge e in piena libertà da parte della donna". 'Tengo a precisare - continua il direttore della clinica - che la pillola abortiva non deve essere considerata un metodo contraccettivo, né bisogna sottovalutare gli effetti psicologici che ne potrebbero derivare, in entrambe le metodiche. Ritengo che sia indispensabile innanzitutto una efficace prevenzione contro le gravidanze indesiderate".
Di diverso avviso la dottoressa Bagella: 'Ritengo che l'aborto sia esclusivamente un atto medico - afferma - credo che la commercializzazione della pillola abortiva possa favorire il ricorso all'aborto facile, soprattutto fra le ragazze più giovani".
'Si parla poco dei rischi e delle complicanze di questa pratica - afferma Benedetto Arru, presidente della sezione di Sassari dell'associazione Medici cattolici Italiani - Studi sugli aspetti psicologici a carico della donna hanno inoltre evidenziato come l'aborto farmacologico risulti molto più stressante rispetto all'aborto chirurgico, soprattutto perché l'isolamento aumenta l'angoscia della donna che assiste all'espulsione ‘in diretta' del feto. (d.p.)