La «patchanka» partenopea di Daniele Sepe


CAGLIARI.La musica meticcia di Daniele Sepe è sbarcata martedi notte a Villa Asquer. Un concerto effervescente quello della formazione guidata dal sassofonista partenopeo che ha la musica mediterranea e il jazz nel sangue. Musica cosi a 360 gradi, una 'patchanka" senza limiti nè di genere nè di etichette. I confini musicali dell'esibizione sfumano cosi dal jazz al reggae, dal funky più nero al rock progressivo fino a raggiungere e toccare la 'eighties dance", la musica dance degli anni Ottanta. Una miscela accattivante di suoni che ha conquistato il numeroso pubblico, oltre mille persone, nel cortile della storica villa ai limiti del capoluogo. Due ore di concerto nella serata allestita dalle associazioni culturali e studentesche Don Chisciotte e Linea gotica con il patrocinio dell'Università e dell'Ersu. Due ore di grande concerto, replicate ieri all'Aggabachela di Sassari, imperniate nella vastissima discografia del maestro Sepe, Un repertorio impreziosito dalle numerose cover smontate e ricomposte dall'ensemble in salsa partenopea. Ad aprire il live è stato un brano tratto dall'ultimo disco «Suonarne 1 per educarne 100» pubblicato nella collana del Manifesto. È la meravigliosa «Peaches and regalia» omaggio dedicato al grande Frank Zappa che lo incise a sua volta nel mitico album «Hot rats». E che Sepe ha voluto nel suo ultimo disco come apertura di scaletta. «Album concepito e realizzato con la Rote Jazz Fraktion, un orchestra di venti musicisti» ha spiegato prima del concerto. Un disco che è una sorta di colonna sonora di un musical (lui lo definisce Anti-musical) sugli anni settanta, osservato dal punto di vista sociale e politico. Una formazione eccezionale quella che ha accompagnato dal vivo e sostenuto durante il live, il bravo sassofonista. A cominciare da Franco Giaccia alla chitarra, Piero De Asmundis alle tastiere e Lello di Fenza al basso. Protagonista sul palco la splendida voce di Aulikoko, cantante svedese trapiantata sotto il Vesuvio. Ed ecco un lunghissimo set che ha infiammato e fatto ballare senza sosta il pubblico. Dalle ritmate «Tammurriata» e «Le Saltarelle» (il rifacimento del tema famoso del fil «L'armata Brancaleone») tratte entrambe dal disco «Nia maro» (Il Manifesto cd, 2004) a «Yerakina» la «Tarantella del Gargano», «Il grande buio» e «Via d'uscita» scritta per sostenere il Mercato equo e solidale. Uno spazio particolare alle canzoni napoletane dei primi del Novecento con due brani: «Fresca fresca» «'Nu poco e sentimento», un tributo sentito alla cantante Ria Rosa (il cui vero nome era Maria Rosa Liberti). Ampio spazio anche alle cover, serie e spensierate. Dal brano di Frank Zappa a «Rivers of Babylon» dei Booney M a «Staying alive» dei Bee Gees ed ancora hit di Gloria Gaynor e Barbra Straisand.
Ancora musica esplosiva di scena domani alle ore 22 al Transilvania. Di scena i Persiana Jones. Aprono gli Slide di Torino e i cagliaritani Ppn.

Andrea Musio