Gli struzzi, gloria effimera di Tortoli

TORTOLÌ.Il binomio allevamento di struzzi-Tortoli ebbe inizio nel 1909 in un terreno all'inizio della zona di Baccasara. E ancora oggi c'è chi intende ripercorrere quella strada che portò il nome della cittadina costiera in giro per tutto il mondo.
A rinverdire quell'epoca in cui il vero pioniere dell'allevamento di struzzi - e, in seguito, del loro utilizzo nelle corse in vero struzzodromi - il maestro della scuola elementare tortoliese Giuseppe Meloni, si lanciò in tale straordinaria avventura imprenditoriale, ci ha pensato la giornalista Alice Andreoli, che sull'ultimo numero de 'Il Venerdi" (allegato a Repubblica) ha pubblicato un servizio molto articolato di quattro pagine, con tante belle foto d'epoca.
La brava e documentata giornalista, nel suo ampio servizio, spiega che il maestro Meloni, nativo di Cagliari, decise poi di dare alla sua attività un'impronta imprenditoriale: «Allevare struzzi per vendere le piume, ricercatissime nella scintillante Belle époque». E fu cosi che le piume degli struzzi dell'allevamento costiero ogliastrino cominciarono a vendersi in tutto il Vecchio Continente. Ma poi arrivò la Prima guerra mondiale e con essa la grande crisi.
E qui, nel servizio comparso sul 'Venerdi", entra in scena lo stalliere di Giuseppe Meloni, Pietro Dettori, noto Periccu, di Barisardo, che seguendo le indicazioni del maestro impiegò circa due anni per riuscire a trovare il modo di domare gli struzzi e poterli cosi destinare al mondo delle corse. Lui stesso ne divenne il 'fantino principe" e partecipò a corse in tutta l'Europa, vincendole sempre. Ma poi, come ricorda Alice Andreoli, arrivò la Seconda guerra mondiale e anche quel sognò fini.
Anche se oggi, a Tortoli, un altro imprenditore locale, Italo Cubeddu, ha dato vita a un nuovo allevamento di struzzi. E chissà che, per la seconda volta nell'arco di un secolo, non siano proprio questi grandi uccelli alti anche 2,50 metri, a ridare grande lustro a Tortoli. Sempre che rinasca un fantino alla Periccu Dettori, che riusciva a domare gli struzzi fissandoli negli occhi. (l.cu.)