Ardia, tra gare e amicizia

SEDILO.Non se l'aspettava nemmeno lui, la Prima Bandiera dell'Ardia 2006 Salvatore Meloni, un cavallo cosi scattante. Invece nelle prove di giovedi scorso, 29 giugno, Avorio, il baio chiaro listato di dieci anni scelto in seconda battuta per la corsa da protagonista della sfida di San Costantino, ha sorpreso tutti per velocità e baldanza. Eppure era stato lo stesso cavaliere capocorsa di quest'anno a domarlo, nel 1999, quando Avorio era un puledro di tre anni, e poi lo aveva montato numerose volte in una serie di pariglie."Nei giorni scorsi mi sembrava piuttosto lento", racconta Salvatore al termine della verifica rituale del giorno di San Pietro e Paolo."Non l'avevo mai visto cosi pronto. Il cavallo ha discreta esperienza dell'Ardia, avendola corsa due volte con cavalieri che avevano ruoli di terze bandiere. Ma correre per primo è diverso anche per un cavallo, prima davanti a lui ce n'erano altri due: i cavalli si regolano e conservano memoria delle esperienze precedenti. Stavolta gli toccava fare la prima mossa, ma ho visto che si è adattato alla perfezione. Speriamo bene".
Trentaquattro anni ancora da compiere (è nato il 12 settembre del 1972), Salvatore Meloni è un cavaliere e domatore di grande prestigio che unisce all'abilità in sella le buone virtù di ragazzo serio e rispettato. Ai primi di marzo, quando il parroco - don Agostino Carboni - gli ha proposto la nomina a Prima Bandiera dell'Ardia, Salvatore è rimasto spiazzato. Non lo credeva tanto imminente, il grande onore. In cuor suo aveva calcolato di dover attendere ancora abbastanza, almeno altri tre-quattro anni.
"Quando don Carboni me l'ha detto ero felicissimo ma non ho potuto rispondere subito di si perché ne dovevo parlare prima in casa", racconta il nuovo vessillifero della sfida equestre."Sono stato terza bandiera, ma mi rendo conto che non c'è paragone. Sento fortemente la responsabilità e l'impegno, ma essere capocorsa credo sia una di quelle pochissime esperienze che si capiscono soltanto dopo averle vissute direttamente".
Nonostante la giovane età, Salvatore Meloni può essere considerato un veterano dell'Ardia di San Costantino. La sua prima discesa da Su Frontigheddu - il cocuzzolo di Monte Isei da cui parte la grande corsa di luglio - risale al 1987, quand'era un ragazzino di appena quindici anni."Cun-d-unu mesu caddu", dice rievocando quel periodo lontano,"un mezzo cavallo, per non dire una specie di ronzino", come capita a tutti gli esordienti, cui si affida di norma un animale di piccola taglia ("unu zarrete", uno zerro, nel gergo immaginifico dei cavalieri di Sedilo). Da allora a oggi Salvatore Meloni ha saltato l'appuntamento rituale con L'Ardia soltanto due volte."Nel 1998 per la morte di mio padre e nel 2001 perché ero caduto durante i festeggiamenti di San Giovanni e avevo un dito fratturato".
A dare una mano alla Prima Bandiera Salvatore Meloni 'Gattino" c'è una squadra di cinque cavalieri (due 'pandeleddas" e tre"iscortas"). La seconda bandiera è Pietro Meloni, quarantasei anni, già capocorsa dell'Ardia 2003, che monterà la grigia Arpaia, la terza Antonio Carboni, trentacinque anni, scorta della"pandeledda" Giampietro Carta, nell'Ardia del 2000 che aveva come primo vessillifero Franco Manca, classe 1967. E dalla Prima Bandiera fu chiamato in corsa a sostituire Carta, dopo una caduta che aveva coinvolto numerosi cavalieri. Franco Manca ritorna quest'anno tra gli alfieri di testa proprio come scorta di Antonio Carboni - che monterà il baio Barone - ulteriore conferma di un modo di essere in cui anche chi ha avuto il ruolo di primattore può rientrare nell'ombra o, se càpita, in posizione subalterna. Le altre due scorte sono Michele Onida, ventidue anni, per la seconda bandiera Pietro Meloni e Pasquale Mureddu, trentotto anni, per il capocorsa.
La scelta si gioca sull'amicizia e sulla parentela. Quest'anno sono di scena i parenti: le scorte sono tutte imparentate con le rispettive bandiere di riferimento: Pasquale Mureddu è sposato con una sorella di Salvatore Meloni mentre Michele Onida, il più giovane fra i cavalieri di testa, è nipote di Pietro Meloni e Franco Manca è cugino di Antonio Carboni. All'Ardia di quest'anno presenzieranno tutti i presidenti delle Province sarde, invitati da Pasquale Onida, sedilese e capo della Giunta provinciale di Oristano. Onida non è voluto mancare alle prove ufficiali della corsa di San Costantino. Conversando con alcuni compaesani e un gruppo di amici venuti da fuori a Su Frontigheddu, ha dato l'annuncio della novità."Ho spiegato loro che all'Ardia non ci sono palchi riservati alle autorità né altri privilegi logistici", ha raccontato Pasquale Onida."L'invito è stato graditissimo e a me fa molto piacere introdurre i miei colleghi alla conoscenza di una manifestazione come questa, unica al mondo".
Dopo le prove, i cavalieri di testa sostano su uno spiazzo sopra la chiesa del santuario di Monte Isei, con i cavalli accanto, e si fermano a parlare con tutti. Le tre bandiere rispondono alle domande e commentano la prova appena effettuata. Salvatore Meloni spiega la sostituzione della cavalla scelta inizialmente, Téola: s'ebba murra, la cavalcatura chiara di un'altra grande Prima Bandiera del passato recente, Antonio Carta."Téola aveva dei dolori, le ho fatto fare delle lastre e messa in cura ma il veterinario mi ha detto che non mi poteva garantire una guarigione perfetta in pochi giorni, cosi sono stato costretto a fare di necessità virtù", racconta 'Gattino".
È l'ora del crepuscolo, uno dei momenti più suggestivi del giorno delle prove. Manca poco all'inizio della gara poetica che vedrà di fronte il decano degli improvvisatori logudoresi Bernardo Zizi di Onifai (classe 1928) e il più giovane tra gli estemporanei in attività, Giuseppe Porcu di Irgoli (nato nel 1985), accompagnati dal coro a tenore di Ula Tirso. C'è più di mezzo secolo di differenza, fra i due cantori: 57 anni, per la precisione. Ma nei certami di poesia orale il dato non è determinante.
All'interno del santuario circola molta gente. Non mancano gli aficionados arrivati da lontano. Si sistema il palco della gara poetica, un rialzo in pietra a prova di vento e di qualunque altra perturbazione, si verificano luci e microfoni. Il verso che nasce dal nulla sgorga spontaneo dalle labbra dei cantadores. Per oltre due ore Bernardo Zizi e Giuseppe Porcu dànno vita al gioco del botta e risposta, il cosiddetto canto amebeo: dapprima in un esordio senza argomento prefissato (in cui il veterano è generoso di consigli e avvertimenti al poeta neofita e quest'ultimo gli riconosce esperienza, fama e saggezza) e successivamente in due coppie contrapposte di temi assegnati dal comitato: la realtà e la fantasia all'inizio, il bianco e il nero nella parte conclusiva.
La gara si chiude con l'omaggio dei cantori al santo guerriero che diede libertà di culto ai cristiani, mentre il fotografo Mario Sollai si intrattiene a parlare con Peppe Carboni, cavaliere in attesa di nomina a Prima Bandiera e maniscalco dell'Ardia, il fratello Michele noto"Cavallino" e forse più noto ancora come attore protagonista del film di Salvatore Mereu"Ballo"Balloa tre passi". Si scherza con Michele Carboni, anche lui aspirante capocorsa. Uno gli dice:"Il parroco ti ha visto nel film in pose dolci con l'attrice francese. Ora gli viene difficile darti la prima bandiera dell'Ardia".
'Cavallino" sta allo scherzo ma poi ridiventa serio. La Prima Bandiera è un sogno più grande di qualunque film.