È siccità nei campi di Valledoria

VALLEDORIA. «È certo, i rubinetti dell'acqua verranno aperti in tarda serata». Cosi ha dichiarato nel primo pomeriggio di ieri l'ingegner Giuseppe Bellu responsabile del servizio riparazione e manutenzioni del consorzio di Bonifica di Ozieri: «I lavori di riparazione in località Pedra Majore sono stati già effettuati, ma è stato necessario tardare qualche giorno sull'erogazione dell'acqua per non compromettere la condotta 'dn 600" che è stata oggetto della riparazione». Nelle campagne della Bassa Valle del Coghinas, nella parte alta, oramai vige lo stato di emergenza idrica. Diversi raccolti sono andati già distrutti e notevoli sono stati e sono ancora i disagi che stanno patendo gli allevatori per abbeverare il loro bestiame.
In questa lunga settimana di siccità tantissimi sono stati i mezzi improvvisati come autobotti, poichè sono state collocate su di essi delle cisterne d'acqua per sopperire alla preziosa risorsa idrica che ha colpito un'area di circa 200 ettari di terreno coltivabile, tutta servita dal vascone situato in località Pedra Majore. «Sono disperato - dichiara Angelino Fattaccio, un agricoltore di Valledoria - ho messo a raccolta circa 12 ettari di terreno e tutte le piantine sono andate male. Chi mi rimborserà delle spese sostenute? Complessivamente fino a oggi ho speso 14 mila euro». Angelino è solo uno dei tanti agricoltori che stanno patendo i disagi causati delle continue rotture alle quali sono soggette le condotte d'acqua di proprietà del Consorzio di Bonifica, anche se quest'ultima in verità non è da attribuire a negligenze da parte dell'ente di Bonifica. «Siamo abbandonati da tutti - continua Fattaccio -. Ma dove sono gli enti che si dovrebbero occupare di tutelare gli interessi di noi agricoltori. Che fine ha fatto la Coldiretti, uno di questi enti che dovrebbe tutelarci? In verità siamo soli e abbandonati al nostro destino». Anche Mario Cugusi ha di che lamentarsi sullo stato di disagio in cui versa la sua azienda a causa della mancata erogazione dell'acqua da più di una settimana: «La situazione che si sta verificando in questa zona è gravissima, io sono un allevatore e per me questi giorni sono stati davvero difficili. Per fortuna ho abbeverato il bestiame in un laghetto artificiale, ma era necessario fare due ore di transumanza al mattino e alla sera per arrivare nei pressi del laghetto». L'auspicio di tutti gli imprenditori è ora quello di vedere esaudita la promessa fatta dal responsabile del consorzio di Bonifica.
Giulio Favini