«L'ho adottato 5 anni fa, era contento»

ROMA.C'era un secondo padre nella vita di Sergio Aru: si chiama Armando Tosio, un conte di 77 anni che nel rione di Trastevere, dove abita, alcuni considerano più che benestante, altri molto ricco. Aveva adottato Sergio Aru cinque anni fa, dandogli il secondo cognome e lasciandolo erede di una parte del suo patrimonio. A tre giorni dal delitto le indagini degli agenti della squadra mobile di Roma hanno esaminato anche questo aspetto della vita della vittima, anche se viene escluso un collegamento in questo senso. Nessuno, infatti, poteva nutrire rancore nei confronti di Aru per i favori ricevuti da Tosio in quanto quest'ultimo non ha parenti diretti. «L'ho adottato - ha spiegato - perché sono un uomo solo. Non ho figli e mi sarebbe piaciuto che con Sergio o con i suoi figli il cognome continuasse. Questo era il legame che avevo con lui, e a lui piaceva essere mio figlio». Armando Tosio aveva conosciuto Aru molti anni fa, quando ancora ragazzo era arrivato a Roma per frequentare l'accademia di arte drammatica.
Nel giro di pochi anni questo è il terzo delitto commesso a Roma nel quale rimane coinvolto un sardo. Nel luglio del 2001 venne assassinato Francesco Bertolini, un cantante di 26 anni che aveva lasciato La Maddalena in cerca di fortuna. Lo trovarono cadavere dietro un cespuglio, con un laccio al collo. Ad ucciderlo era stato un suo conterraneo, Attilio Sestu di Uta, al termine di un rapporto omosessuale. Stessa fine anche per un cameriere di origine sarda, Luciano Lasio, di 41 anni, ucciso nel suo appartamento di Centocelle da due ragazzi.(a.m.)