Parapiglia nell'hotel «senza stelle»

SASSARI. Sono sbarcati in Sardegna sabato mattina e subito hanno raggiunto «I Ginepri», sulla marina di Sorso. Ma non appena arrivati, i 150 turisti si sono resi conto che il pacchetto vacanze che avevano pagato a un'agenzia di Milano, era ben diverso da quanto appena trovato. È successo il finimondo: i malcapitati alla reception sono stati aggrediti a male parole e alla fine sono arrivati i carabinieri.
I 150 turisti avevano acquistato un pacchetto vacanze da un'agenzia di Milano. Un tour operator che, a quanto sembra, ha venduto una vacanza in hotel a chissà quante stelle, ma l'ex Belo Horizonte - che a suo tempo era stato al centro di accese contestazioni da parte di vacanzieri -, le «stellette» non è ancora stato in grado di sistemarle. I nuovi proprietari, per ora, hanno pensato di levare la vecchia insegna: il «Belo» non esiste più, ora c'è il «Marina dei Ginepri Club resort». In realtà, se si vuole navigare in internet, si può trovare il sito della struttura. Denominazione, foto dell'ingresso e nel frontespizio spiccano ben quattro stelle. Ma a sentire quanto affermavano ieri i turisti «in rivolta», le stelle davvero ai «Ginepri» non si sono ancora accese. Il sito internet, ricco di immagini davvero invitanti, precisa che l'importante struttura turistica «è direttamente sul mare, in un contesto di parco che si estende per diversi ettari, con vegetazione di macchia mediterranea che arriva sino alla spiaggia». Tutto vero, «all'esterno», hanno detto i turisti. Ma «all'interno è tutta un'altra storia». Insomma, le contestazioni riguardavano soprattutto camere e servizi alla clientela.
Sta di fatto che sabato mattina, i turisti sono arrivati con bagagli al seguito, prendisole e paglia in testa, pronti a bagnarsi nel mare blu e a distendersi sulla sabbia calda. Ma hanno avuto l'amara sorpresa della residenza sul mare senza stelle: sono quelle a garantire determinati servizi e comfort. Da cosa nasce cosa: prima la richiesta di rimborso di quanto già versato «tutto compreso» a Milano. Una trattativa che si è consumata tra rabbia e tensioni. E voci che pian piano sono diventate vere urla, all'indirizzo di chi, dietro il bancone della reception, cercava di trovare una soluzione. La giornata era già calda, ma dentro il villaggio le temperature si sono fatte ancora più elevate. Nel frattempo, la mattinata è passata, con un giro di telefonate infinito, mentre il clima continuava a surriscaldarsi, con qualche «ospite» che minacciava provvedimenti di chissà quale genere se non avesse avuto riscontro alle sue richieste. Ma la soluzione sembrava lontana. I turisti a Sorso non volevano rimanere un solo minuto di più. Solo qualcuno, ha avanzato l'ipotesi di restare, ma con un congruo rimborso.
Inutile dire che il direttore dell'albergo e i suoi collaboratori hanno fatto di tutto per cercare di riparare al danno. Ma i tentativi non andavano a buon fine e alla fine qualcuno ha chiamato i carabinieri. Almeno la loro presenza avrebbe riportato la calma.
In realtà, qualche momento di tregua c'è stato, soprattutto in serata, quando ha fatto ingresso nell'albergo un dirigente arrivato col primo volo utile di tutta fretta da Milano.
Ed ecco, di fronte ai carabinieri, che le soluzioni sono state trovate. Altro giro di telefonate in diverse strutture alberghiere legate al gruppo che opera anche a Sorso e poi il clima si distende quando nel piazzale arrivano i pullman. Un consistente numero di turisti è partito alla volta di Golfo Aranci, del Golfo di Marinella, altri sono stati sistemati in villaggi di Villasimius e di San Teodoro. Il primo giorno di vacanze era andato. Intorno alle 22, solo quando anche l'ultimo turista si è imbarcato sul pullman, i carabinieri hanno lasciato «I Ginepri». Nel frattempo, i proprietari del resort penseranno senza dubbio di rivalersi sul tour operator che offre vacanze diverse da quelle che la realtà può garantire. «Il villaggio di Sorso è senza dubbio bello, ma - dicono i «rivoltosi» - l'agenzia di Milano ha fatto pagare un po' troppo quel pacchetto, vendendoci un bel 'pacco"». (v.m.)