Sorgono, in un dramma all'aperto rievocata la storia del terribile Murtinu Mannu

SORGONO. Storie di banditi, leggende di fate e di paesi scomparsi. Nella serata di ieri all'Ichnusa festival ha avuto grande spazio quella che è la cultura popolare. Protagonisti gli stessi abitanti di Sorgono, raccontando le leggende caratteristiche del centro del Mandrolisai. In piazza è stata rievocata la figura del bandito Murtinu Mannu che spadroneggiava nel Settecento. Protagonista di azioni incredibili e di gesta efferate, prima fra tutte il massacro degli abitanti di Spasulè.
Le rovine di questo paese oggi si trovano in territorio di Sorgono, nei pressi della chiesa di San Giacomo. Il centro venne distrutto ed il suo territorio inglobato dai paesi vicini.
Responsabile fu ritenuto proprio Murtinu Mannu, il cui vero nome era Francesco Giuseppe Urru. Ad oltre duecento anni dai fatti, il paese si è ritrovato in piazza per rievocare quella vicenda, aprendo una sorta di processo al bandito. La serata è proseguita con la lettura dei lavori, redatti dai partecipanti al corso di scrittura creativa, condotto la settimana scorsa da Paolo Valesio, direttore del Dipartimento di Italianistica alla Yale. Si tratta di uno dei quattro corsi proposti dal Festival che hanno ottenuto un grande successo di partecipazione, coinvolgendo decine e decine di sorgonesi alla scoperta non solo della scrittura creativa, ma anche della lingua inglese e delle percussioni. Stasera va in scena In Plain English, spettacolo con gli studenti del corso d'inglese, diretto dalla professoressa Lisa Summa della PS34 di New York e Marisa Zorgniotti. Domani, dalle 21 manifestazione di chiusura di questo primo Ichnusa festival, con World Music, un concerto con protagonista Victor See Yuen, funanbolico percussionista. (g.m.)