GAVOI L'ultimo saluto a Antonello Satta il giornalista morto a Cagliari


GAVOI. La scomparsa di Antonello Satta, giornalista e scrittore, è rimasta velata da quella coltre di silenzio, che ha coperto quasi tutti gli ultimi anni della sua vita, vissuti nella sua casa di Cagliari. Neppure i giornali che avevano usufruito della sua collaborazione hanno compiuto il rito del «coccodrillo», che nel caso di Antonello, si sarebbe dovuto estendere, sicuramente, a una vera e propria commemorazioone della perdita della sua presenza nell'isola. Antonello Satta, è morto, dopo una lunga malattia, nella mattina del 15 gennaio scorso, all'età di 74 anni. Era nato a Gavoi, infatti, nel 1929, da Mattia e Annetta Satta, insegnanti elementari. Per 25 anni, dopo la laurea in giurisprudenza, ha lavorato come funzionario del Consiglio Regionale della Sardegna. Nello stesso periodo, però, è stato collaboratore del quotidiano La Nuova Sardegna e della rivista Tempo presente. In seguito è stato anche condirettore della rivista Sardegna Oggi e direttore dei periodici Il Giornale e Nazione Sarda di cui era fra i fondatori. Dopo aver lasciato il posto di lavoro, collaborò con il quotidiano L'Unione Sarda e si dedicò a studi e ricerche storiche e antropologiche occupandosi, soprattutto, dei problemi della "nazionalità" e della "identità" del popolo sardo. Nel 1970, fondò il circolo culturale e politico «Città e Campagna», con Eliseo Spiga e l'allora universitario Ignazio Urru, che ne divenne presidente. Il circolo riunì, in quel periodo, un gran numero di giovani dediti allo studio e alla politica. E proprio con Ignazio Urru, a quattro mani, scrisse, il libro «Per una università contadina». Risale a quel periodo l'assegnazione del più importante premio giornalistico della Sardegna. Tra i suoi lavori più impegnativi, oltre all'attività di giornalista-pubblicista, si possono ricordare la ricostruzione di un poemetto ottocentesco, satirico, in lingua campidanese "Sa scomuniga de predi Antiogu" e a una vasta produzione poetica. Ma il suo capolavoro letterario è considerato il volume, pubblicato nel 1991 dall'Editoriale Jaca Book di Milano, «Cronache dal sottosuolo: la Barbagia». Un ricerca storico-antropologica effettuata, in gran parte negli archivi di Stato e dei paesi, ma anche, con penna e taccuino, ascoltando le testimonianze degli anziani di Gavoi, Ollolai, Lodine, Mamoiada, Ovodda e Olzai, paesi che costituivano il nucleo principale dell'antica «Barbaria» di Ollolai, alla quale, però, secondo Antonello Satta, possono annettersi anche i paesi di Orgosolo e Oliena «per via del colpo di glottide, caratteristico delle parlate» delle popolazioni barbaricine. Ma i meriti di Antonello Satta, sono ben più ampi, per la sua curiosità culturale e per essere stato vero maestro di cultura di numerose generazioni di giovani. Meriti che, Antonio Marchi, caprogruppo della minoranza consiliare, ha confermato in un breve ricordo pronunciato in una seduta del consiglio comunale di Gavoi, che ha deciso di voler celebrare una commemorazione solenne, in onore dell'illustre concittadino scomparso. Giovanni Maria Sedda