TONARA La storia del paese custodita nell'archivio parrocchiale


TONARA. La storia del paese di Tonara può scaturire anche dall'archivio parrocchiale la cui coltre di silenzio e polvere è stata recentemente smossa da una giovane laureata in lettere moderne, Michela Zucca, che è stata autorizzata a compiere ricerche dalla soprintendenza archivistica di Cagliari con il benestare del Vicario della Curia di Oristano. Le sue ricerche meticolose sono state dichiarate meritevoli di essere diffuse dalla stessa curia vescovile proprio per l'interesse che potrebbe produrre soprattutto nell'opinione pubblica del paese e del circondario. La ricerca di Michela Zucca, infatti, diventa preziosa anche per la conoscenza della storia economica e sociale del paese, oltre che per le informazioni relative alla vita della parrocchia, fatta, soprattutto: di contese vescovili, libri di defunti, registri di amministrazione e il "libro matricola" importante per lo studio antropologico delle attività. I libri e i registri raccontano le cronache e le annotazioni dei sacerdoti e le visite di "grandi personaggi". Le firme più frequenti sono dei Sacerdoti Alessio Cabras, Giovanni Pruneddu, Pietro Todde. Il loro tempo coincide con il secolo della carestia, dell'arrivo in Barbagia del Conte della Marmora e del passaggio anche a Tonara del principe di Carignano, futuro re Carlo Alberto. Avvenimenti che hanno riflessi anche nei libri della parrocchia e nelle circolari datati 1805, 1827, 1828 e 1883. Libri che si differenziano dagli altri per la finezza della pergamena. L'archivio parrocchiale, in sostanza, è ricco e composito. Si compone di 90 registri: due del 1600, 14 del 1700, tutti in pergamena, scritti in lingua spagnola, 45 del 1800, di cui 23 in pergamena, 11 di cartone nero e i restanti di cartone arancione, verdino, marrone e bianco. «Mi ha colpito il fatto _ afferma Michela Zucca _ che all'interno di molti libri si trovavano documenti importanti, come un testamento e molte lettere. Alcuni libri, isoltre, sono stati scritti in periodi storici differenti, da più mani e confluiti in pagine di periodo diverso. Nella parrocchia, infine, oltre all'archivio parrocchiale è presente una biblioteca con volumi antecedenti all'invenzione della stampa». Grandi scoperte, per la ricercatrice e mille cuoriosità anche per chi non ha mai avuto la possibilità di studiare all'interno di un archivio. Ed è scaturita anche qualche scoperta: un documento sciolto, fra i più antichi, datato 1681 che si riferisce all'amministrazione della chiesa di San Giacomo di Spasule. «Questo paesino _ riferisce Michela Zucca _ era localizzato tra Atzara, Tonara e Samugheo cominciò a spopolarsi e i suoi abitanti vennero ad abitare a Tonara nel rione di Arasulè. Il dato viene confermato dai risultati del censimento del 1699 nel quale compaiono 31 abitanti di Spasule mentre nel censimento 1728 quel paese appare distrutto». Giovanni Maria Sedda