GIUSTIZIA. CASTELLI: «NESSUNO CI DARA' LEZIONI» L'Onu ha riacceso lo scontro D'Ambrosio: «Opportuna un'inchiesta a Milano»


ROMA. Un'altra giornata di scontri e polemiche sulla giustizia, la possibilità di un dialogo appare sempre più lontana, malgrado gli auspici di Gennaro, presidente dell'Anm. L'ultima «querelle» riguarda l'annunciato arrivo in Italia del malese Cumaraswamy, incaricato speciale dell'Onu per l'indipendenza dei giudici, che andrà a Milano per verificare i «preoccupanti» e ripetuti allarmi lanciati dai magistrati sullo svolgimento dei processi a carico del premier Berlusconi. L'altra sera il delegato della sede ginevrina delle Nazioni Unite aveva rivolto un apello urgente all'Italia avvertendo che il confronto in corso a Milano tra governo e magistrati «può minare il ruolo della legge nel Paese». E le reazioni non si sono fatte attendere. L'iniziativa è gradita al procuratore di Milano D'Ambrosio che, provocando l'ira di Previti, imputatao nel processo Sme e già pronto a presentare querela contro il procuratore per le dichiarazioni rese, ha detto: «Siamo certi che dall'ispezione nessuno potrà più dubitare che vi siano state manovre delatorie da parte dei difensori e un intervento del ministro della Giustizia che ha messo quanto meno in pericolo la possibilità di continuare il processo davanti al collegio di cui fa parte il giudice Brambilla». Opposta la reazione del ministro Castelli, che in serata ha dichiarato che «i Taleban della politica vanno isolati» e che «il dialogo sulle riforme, pur doveroso, non implica la ricerca esasperata dell'unanimità». «Non ho ricevuto dall'Onu alcuna comunicazione ufficiale _ ha detto il guardasigilli _ e se mai verrà questo signore malese saremo felici di ospitarlo come si deve. Ma credo che in tema di democrazia _ ha aggiunto _ l'Italia non debba accettare lezioni da nessuno». «Se verrà gli insegneremo un po' di diritto», gli ha fatto eco il presidente della commissione giustizia della Camera, il forzista Gaetano Pecorella. Ma la questione Onu non è stata la sola polemica della giornata. Un altro acceso scontro _ prova per molti osservatori che non ci sono le condizioni per dialogare _ si è verificato al convegno dell'avvocatura tra la diessina Anna Finocchiaro e il capo gruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani. A rafforzare gli attriti ha contribuito poi Cesare Previti che ha scelto il salotto di «Porta a Porta» per parlare del caso Sme, ribadire che a Milano esiste un accordo tra i giudici in suo danno e chiarire che la richiesta di far trasferire a Brescia il processo per legittima suspicione sarà presto presentata. Durante la trasmissione non è mancato nemmeno uno scontro tra Bruno Vespa e Giovanni Salvi, pm a Roma e vicepresidente dell'Associazione magistrati, che ha ritenuto insostenibile un confronto televisivo con un imputato «in assenza di un contraddittorio».

Natalia Andreani