ALES Sull'etere della Marmilla vanno in onda le voci del silenzio


ALES. Era flebile, confusa nel ginepraio delle frequenze, ma la voce di quel profondo sud che è l'Alta Marmilla, terra di confine che mai ha contemplato d'abbassare la guardia, continuava a propagarsi nell'etere quasi a testimoniare la volontà d'un popolo che rivendica il suo diritto d'esistere. Poi due anni fa, dal '98, il silenzio più totale. Si era a metà degli anni '70 quando esplose quella che divenne una vera e propria mania e da allora una radio privata aveva sempre raccontato il divenire del territorio. Molto spesso per conto terzi, attraverso le canzonette del momento altre volte invece entrando nel merito del dibattito culturale e politico che ha connotato gli ultimi decenni della storia recente. Storicamente la prima voce che ruppe il silenzio fu "Radio Marmilla Centrale" quando nel lontano '75 cominciò a trasmettere da Pompu quasi a smentire le facili battute di spirito che da sempre hanno accompagnato il piccolo centro. E attorno a quell'avventura pionieristica, portata avanti con coraggio da un gruppo di amici di cui faceva parte anche l'attuale sindaco Giorgio Murranca, si coagulano le volontà di riscatto d'un territorio da sempre relegato ai margini della società. Due anni di canzonette che ebbero però il merito di richiamare l'attenzione e far ricredere quanti fino ad allora erano convinti che la zona e soprattutto il paesetto altro non fossero che una burla del solito mattacchione. Il testimone di "Radio Marmilla Centrale" fu raccolto da "Radio Alta Marmilla" di Ales che operò dal '77 a tutto il '79 e che sostanzialmente segnò una sorta di continuità con l'emittente che la precedette. Ancora programmi di intrattenimento anche se all'interno dello staff dirigenziale cominciava a farsi largo la voglia di contare, di dare voce alle miserie e alle traversie che da sempre hanno caratterizzato quella sub regione. A far sua la tensione di quel gruppo di animatori fu infatti "Radio Marmilla Popolare", sempre di Ales, che dal '79 divenne testimone del territorio. Si era nel pieno di quelli che erano stati definiti "gli anni di piombo" che se da un lato hanno contrassegnato uno dei momenti più cupi della storia nazionale dall'altro rappresentarono l'ideale di palestra dove si determinò la crescita del dibattito politico che produsse la formazione ed il consolidamento di tante coscienze democratiche. Nei programmi di "Radio Marmilla Popolare" trovarono spazio rassegne stampa, tribune politiche, inchieste, servizi di costume e quant'altro era organico al riscatto del territorio. Una programmazione che valse all'emittente l'interesse d'uno dei giornali più diffusi dell'epoca, "Il Male", che dedicò un ampio servizio alla solitaria voce di Marmilla. Poi, come succede il più delle volte, la tensione si allentò e tutto precipitò nel buio. Ma il silenzio di Marmilla fu ben presto rotto dalla caparbietà d'un prete, don Luigi Sanna che da Morgongiori diede vita a "Radio Monte Arci", radio che dalle sorelle che l'avevano preceduta ereditò il compito di tenere viva la voce della solitudine e del silenzio. Concessionaria di una frequenza (90,2 Mhz) la radio della parrocchia trasmetteva 24 ore al giorno e nel suo palinsesto trovano spazio sia gli argomenti di carattere prettamente religioso che sociale in senso lato. Una piccola voce, flebile e confusa quanto si vuole, che però aveva continuato, sino a due anni fa a tenere vivo e palpitante il deserto di Marmilla. Poi solo il rumore del vento che porta via anche la speranza. Tigellio Sebis