Senza Titolo


Si riferiva all'idrovia Padova-Venezia, un'opera pubblica finanziata a singhiozzo, realizzata cominciando dalle estremità e mai finita. E' un'incompiuta del Veneto, anzi d'Italia, che peraltro Carlo Bernini non aveva ideato ma ereditato da vari Consorzi. Questo non cambia il risultato, ma spiega forse perché nessun magistrato della Corte dei Conti di Venezia insegua l'ex ministro, per chiedergli i danni. A bussare a danni da Carlo Bernini è invece la Corte dei Conti di Cagliari, per il mega-parcheggio di Elmas, realizzato per Italia '90. Due le contestazioni: il parcheggio era sovradimensionato e non è stato utilizzato per 4 anni. Per questo l'ex ministro Bernini deve risarcire all'erario 2 miliardi; il suo predecessore Giorgio Santuz 950 milioni; quattro dirigenti del ministero dovranno pagare 5 miliardi. Bernini apprende la notizia a Malta dove insegna economia dei trasporti all'università internazionale. Come la mettiamo con i 2 miliardi di Cagliari? «La sentenza non ha nessun fondamento _ risponde con la grinta d'un tempo _ per il semplice fatto che io sono arrivato a cose ultimate. La pratica era tutta del ministro precedente. Ho dovuto solo emettere un decreto di completamento: se non lo avessi fatto, sarei incorso in omissione di atti d'ufficio. Tutto era deciso da una commissione, presieduta da un sottosegretario, che è stato assolto. Io non ho partecipato in nulla». E Santuz? «Penso che tra ex colleghi non ci si dovrebbe attaccare in questo modo _ risponde il predecessore di Bernini _. Mi spiace, ma la questione ha una sua cronologia: io ho firmato i decreti di approvazione dei progetti per le opere, ma le gare le ha fatte tutte lui».