Uno scontro fra traghetti Santa Teresa: il " Bastia" ha urtato l'" Ichnusa"


SANTA TERESA. Non è stata collisione ma solo un piccolo incidente di percorso che poteva andare peggio se a bordo dell'Ichnusa ci fossero stati passeggeri. L'altro ieri, infatti, il traghetto Bastia della Navarma che copre la tratta Santa Teresa-Bonifacio, mentre stava ormeggiando, sospinto dal vento, è andato a sbattere sull'Ichnusa. La nave della Saremar anch'essa adibita al trasporto sulla stessa linea, è stata colpita di poppavia e dopo aver piegato la ringhiera del ponte e i sedili, è andata a finire la corsa alcuni metri più avanti. Il caso ha voluto che nulla di grave sia successo, ma rimane sempre l'incognita che se sul ponte ci fossero stati passeggeri, avrebbero subìto dei danni. Il caso è stato seguito dal comandante Giampaolo Conti della capitaneria della Maddalena e dai delegati di spiaggia Passeri e Scolafurru, che, non avendo riscontrato gravi danni alle strutture hanno permesso alle navi di proseguire la navigazione. Chi ha da dire la sua è Gaetano Serra, segretario regionale del settore marittimo, che, pur avendo confermato che i danni solo rilevanti «il sindacato mette in primo piano la tutela dei lavoratori per la sicurezza» e precisa anche «che le caratteristiche tecniche del naviglio devono essere moderne di modo che si possa evitare, come è capitato nel porto di Santa Teresa, ogni minimo incidente proprio a causa delle caratteristiche della banchina che se non si conosce può provocare incidenti com'è avvenuto venerdì scorso». Infatti l'incidente è avvenuto anche se c'era lo spazio necessario per ormeggiare tranquillamente, proprio per la mancanza di quelle caratteristiche che vengono richieste. Il sindacaro infatti con insistenza l'istituzione da parte dell'armatoria privata «di fare turni particolari presso la capitaneria di porto per istituire "un grado di competenza" fisso e non saltuario, come molto spesso avviene con cambi di uomini ogni pochi giorni». Andrea Nieddu