Sindaci allineati sugli sconti per gli asili

«Non abbiamo intenzione di far pagare le famiglie per un servizio che non hanno avuto e che, anzi, hanno dovuto far fronte a imprevisti e disagi». Sono le parole che giungono dal Comune di Bondeno e che racchiudono anche il pensiero delle amministrazioni della provincia di Ferrara che, in linea con l'annuncio del capoluogo, hanno scelto di non far pagare alle famiglie i servizi comunali per l'infanzia nei giorni di chiusura forzata a causa del coronavirus. «Non ci sembra giusto chiedere soldi per un servizio non erogato e quindi - dicono da Bondeno - i giorni di chiusura non saranno conteggiati». Anche Cento, Terre del Reno e Mesola concordano con la linea. «Le ottocento famiglie i cui bambini frequentano i nidi comunali e le materne paritarie convenzionate e che usufruiscono dei servizi di trasporto scolastico e doposcuola non pagheranno i costi per il periodo di chiusura», sottolinea il sindaco Fabrizio Toselli. Argenta va verso la stessa soluzione, anche se il sindaco Andrea Baldini non nasconde un po' di amarezza per il modo in cui l'emergenza è stata gestita. «Credo - dice - che sarebbe stato meglio agire in maniera compatta e non singolarmente. Sarebbe stato utile attivare un tavolo di confronto quantomeno tra noi della provincia, se non addirittura con la Regione. Per quanto ci riguarda, abbiamo un asilo nido con noi convenzionato e decideremo il da farsi insieme ai gestori».ESENZIONE GIà ATTIVANei Comuni di Codigoro, Comacchio e Portomaggiore, non verrà applicato nessun provvedimento straordinario perché, come spiega Alice Sabina Zanardi, sindaco di Codigoro: «Da regolamento qui le famiglie pagano solo per il servizio di cui usufruiscono». Stesso discorso vale per i sindaci Nicola Minarelli (Portomaggiore) e Marco Fabbri (Comacchio). «Da regolamento - ha detto il primo cittadino comacchiese - è già previsto e a maggior ragione lo è questa volta in cui le motivazioni non dipendono dalla famiglia ma da cause di forza maggiore». LA MOZIONEA Copparo, da dove non giungono ancora indicazioni ufficiali, il gruppo consigliare del Pd e il consigliere Diego Farina hanno depositato una mozione per impegnare il sindaco ad azzerare le rette scolastiche nel periodo di chiusura forzata di nidi e scuole dell'infanzia. «Riteniamo ci siano tutte le ragioni per chiedere al Comune di non far "pagare" questa situazione straordinaria alle famiglie che frequentano i servizi comunali» sostiene Martina Berneschi. «Credo sarebbe un segnale importante e siamo pronti a votare con la maggioranza un provvedimento di questo tipo. Chiediamo che questo principio valga anche nel caso in cui dovessero intervenire proroghe». --Samuele Govoni© RIPRODUZIONE RISERVATA