GIRO D'ITALIA»A BARI TAPPA ROVINATA DALLA PIOGGIA: CADE VIVIANI

di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A BARI Era la tappa più breve del Giro d'Italia, ma i colpi di scena sono cominciati già prima della partenza, quando Marcel Kittel, dominatore delle prime due volate atteso al tris sul traguardo di Bari, ha annunciato il suo ritiro con un tweet. Poi, lo spettacolo non proprio entusiasmante dello "sciopero bianco" del gruppo, che – in considerazione delle condizioni dell'asfalto e della pioggia, caduta anche ieri sul Giro d'Italia – ha dapprima imposto la neutralizzazione del tratto in linea da Giovinazzo al capoluogo e quindi anche quella dell'ultimo giro, con i velocisti a giocarsi il successo di tappa senza abbuoni. Infine le cadute nei chilometri conclusivi, che hanno tolto di mezzo il "treno" della Cannondale di Elia Viviani, forse quello più organizzato. Ha vinto Nacer Bouhanni (Fdj.fr), già secondo alle spalle di Kittel a Belfast, e la maglia rosa è rimasta sulle spalle di Michael Matthews (Orica Greenedge): insomma, più o meno tutto come da copione, ma le polemiche si sono comunque sprecate. Ma andiamo con ordine. La notizia del giorno resta il ritiro del velocista tedesco. «Il Giro per me è finito prima di quello che pensavo – ha scritto Kittel su twitter – Sono assolutamente dispiaciuto di dover abbandonare questa splendida corsa a causa della febbre». Un ritiro in ogni caso difficilmente spiegabile, perché Kittel avrebbe potuto stringere i denti per qualche giorno e tornare a giocarsi la volata venerdì a Foligno. Vero è che di un possibile precoce abbandono del velocista tedesco (che disputerà anche il Tour de France) si parlava da giorni. Il resto sono sospetti almeno per il momento non suffragati da alcun elemento, se non un precedente del 2008 – quello dell'emotrasfusione arricchita dai raggi ultravioletti – che non comportò la squalifica del corridore. Fuori Kittel, è rimasta la pioggia. Non quella caduta a catinelle in Irlanda, ma quanto bastava per rendere una patinoire – come ha detto lo stesso Bouhanni – l'asfalto non proprio drenante della Giovinazzo-Bari. Tanto che la maglia rosa Matthews voleva fermarsi, mentre i "vecchi" del gruppo concordavano la neutralizzazione del tratto in linea e quindi anche dell'ultimo giro del circuito cittadino di otto km, al quale si arrivava senza intoppi. Con la classifica generale quindi immutata e le sole squadre dei velocisti a giocarsi la vittoria senza abbuoni, a tre km dal traguardo si è verificata una doppia caduta che ha messo fuori gioco i Cannondale, confermando la correttezza della scelta degli "sceriffi". Davanti restano i Giant, Giacomo Nizzolo (Trek) e Roberto Ferrari (Lampre), con Bouhanni impegnato in una drammatica rimonta dopo aver evitato i caduti. Veelers sembra lanciato verso la vittoria, ma parte troppo presto e subisce il ritorno del transalpino – che vince di misura – e del bravo Nizzolo, secondo. Quarto Ferrari, eroico Viviani che chiude quinto dopo la caduta. Senza Kittel a Foligno toccherà a loro. @mauridigiangiac ©RIPRODUZIONE RISERVATA