Daspo di cinque anni per Genny 'a carogna

di Fiammetta Cupellaro wROMA «Genny'a carogna», il capo ultrà del Napoli che prima della finale di Coppa Italia ha tenuto sotto scacco l'intera curva nord, per i prossimi cinque anni la partita dovrà guardarla in tv. Ieri, poche ore prima del match contro il Cagliari, il ministro degli Interni, Angelino Alfano ha comunicato che Gennaro De Tommaso figlio di «Ciccione 'a carogna» e nipote di Giuseppe detto «l'assassino», è stato cacciato dagli stadi. Gli è stato notificato un provvedimento di Daspo per cinque anni. Il massimo. Non solo non potrà assistere agli incontri di calcio a qualsiasi livello, sia amichevole che agonistico, ma il divieto per «Genny» sarà esteso anche alle «zone circostanti gli stadi e a tutte le aree e le vie interessate alla sosta al transito e al trasporto dei tifosi». L'uomo, che prima della finale di Coppa Italia a cavalcioni sulla recinzione avrebbe condotto la presunta trattativa con il capitano del Napoli Marek Hamsik dando il via libera al fischio d'inizio della partita, è stato anche denunciato all'autorità giudiziaria. Quella maglia con la scritta «Speziale libero» inquadrata dalla telecamere di tutto il mondo, inneggiante al tifoso catanese condannato per aver ucciso nel 2007 l'ispettore Filippo Raciti, gli è costata la denuncia per «istigazione a delinquere». La sua «spalla» Massimiliano Mantice, il tifoso che era con De Tommaso sulle grate dell'Olimpico, se l'è cavata con un Daspo di tre anni. Chiare le parole del ministro Alfano che questa mattina sarà alla Camera per riferire sui fatti di sabato: «Chi indosserà durante le partite la maglietta con su scritto "Speziale libero" o altre scritte di contenuto simile, saranno sottoposti a Daspo». Piano per la sicurezza. Lo spettacolo mostrato all'Olimpico, avrebbe convinto il governo ad accelerare i tempi per l'approvazione delle misure sulla sicurezza agli stadi. Misure, per la verità, più volte annunciate e sempre rinviate. Ma Alfano è sicuro. «Il pallone è nostro e ce lo riprenderemo. Lo toglieremo ai Genny per ridarlo alle famiglie». L'obiettivo del premier Matteo Renzi è di arrivare all'approvazione della legge sul pacchetto sicurezza negli stadi entro l'estate, in vigore all'inizio del prossimo campionato. «E' inutile prendere decisioni sotto l'emergenza», è l'opinione di Renzi. L'idea di Alfano per contrastare il tifo violento è di introdurre il «Daspo a vita», oltre che a raddoppiarlo per chi è recidivo e allungare l'elenco dei reati ai quali applicarlo come pena accessoria. «Ci saranno provvedimenti collettivi – ha sottolineato il ministro – non vogliamo colpire solo il capobranco, ma tutto il branco. Se i responsabili di un reato da stadio sarà un gruppo di persone si agirà su tutti. Inoltre, stiamo lavorando sul Daspo preventivo». L'Osservatorio del Viminale avrebbe varato provvedimenti che saranno testati nel prossimo campionato. Tra queste le «tessere di fidelizzazione» e l'istituzione della figura del «Supporter Liaison Officer» un funzionario della società che «deve intrattenere rapporti costanti e costruttivi con i tifosi». Il caso Roma. Dopo la Coppa Italia, scatta l'allarme per Roma-Juventus di domenica prossima e la probabile Supercoppa tra Napoli e Juventus da giocare il 24 agosto. La grande paura per la questura di Roma è che le partite di calcio si trasformino in altrettante giornate caldissime in un pericoloso intreccio di tifoserie. I segnali ci sono tutti. Subito dopo gli spari fuori lo stadio Olimpico, girava già la voce di una «vendetta» da parte dei napoletani contro i tifosi giallorossi. E non basterà l'aria di festa con la quale i bianconeri arriveranno per allentare la tensione. Il sospetto è che tra i supporter juventini si infiltrino tifosi del Napoli per «lavare il sangue del nostro Ciro» si legge sui social network. Ci sarebbe anche l'ipotesi di un commando giallorosso a sostegno di Daniele De Santis. Ieri, in prefettura si è tenuto un Comitato per l'ordine e la sicurezza per varare un piano per Roma. Il piano atteso per ieri è stato rinviato ad oggi. Probabile che la partita si giocherà al pomeriggio invece che alle 20,45 in un Olimpico da immaginare super-blindato. I Club contro Renzi. L'idea del premier Renzi, che le società di calcio paghino le spese per l'ordine pubblico, non piace ai club. «Chiederemo ai club di fare la loro parte. Non è immaginabile che le società restino estranee alla questione sicurezza» ha ribaditoAlfano ricordando che lo Stato ogni anno spende 45 milioni di euro per il mantenimento dell'ordine pubblico durante le partite. «Non abbiamo né soldi né competenze» ha protestato il presidente del Milan, Silvio Berlusconi. Mentre Urbano Cairo, patron del Torino invita a guardare «cosa accade in Germania, Francia e Spagna nazioni in cui l'ordine pubblico dà garanzie. Non dimentichiamo che i club calcistici danno un alto contributo all'economia del paese sotto forma di tasse». E Claudio Lotito proprietario della Lazio: «Se Renzi pensa che le squadre di calcio debbano pagare le spese per la sicurezza deve mettere in condizioni i club di realizzare gli stadi di proprietà». ©RIPRODUZIONE RISERVATA