«I camion fanno tremare le case»

VACCOLINO Non è un mistero che la Romea detenga il triste primato di strada statale più pericolosa d'Italia e a documentarlo è proprio un'indagine condotta qualche tempo fa da Aci e Istat, tuttora consultabile online, dalla quale trapelano dati allarmanti, strettamente correlati alla densità di incidenti per km. e al numero dei morti. Da Vaccolino, piccola frazione divisa tra due territori comunali, Lagosanto e Comacchio, attraversata proprio dalla Romea, parte un grido d'allarme. «Quando transitano i camion –lamenta Graziano Stella, facendosi interprete delle preoccupazioni degli altri residenti – i muri tremano come se ci fossero scosse telluriche in atto e anche i titolari di attività commerciali riscontrano che scaffalature e vetrine vibrano fortemente con tutti gli oggetti esposti». Ad originare le vibrazioni e addirittura le crepe nei muri in taluni casi, secondo la testimonianza di Stella, sarebbero gli avvallamenti e le buche che hanno trasformato la Romea in un colabrodo, condizione purtroppo analoga a quella di tantissime altre strade italiane. «Almeno ogni tre anni va rifatto l'asfalto – prosegue Stella- altrimenti si arriva a queste situazioni estreme, che ci costringono a restare svegli di notte per via dei rumori e del continuo moto sussultorio dei muri di casa. Se dovesse arrivare un terremoto, non lo sapremmo distinguere dalle vibrazioni provocate dai camion». Molte sono le case e anche le attività commerciali dislocate lungo l'asse viario della Romea e alcuni a Vaccolino appena escono dalle abitazioni si trovano direttamente a contatto con la statale, ma il problema lamentato è da ricondurre solo alla mancata manutenzione. «Se la strada fosse in buono stato, non ci lamenteremmo e non avvertiremmo rumori e vibrazioni – tiene a precisare Stella – e anzi invito i funzionari dell'Anas a stazionare a casa mia, anche solo una notte per verificare de visu la situazione». Dopo aver inviato una lettera alla direzione generale dell'Anas di Roma un paio di mesi fa, Stella ha ricevuto riscontro in cui veniva assicurato l'interessamento da parte del comparto regionale di Bologna per tutti i provvedimenti del caso. «Nel frattempo non è successo nulla e pensiamo che sia venuto il momento di sensibilizzare l'opinione pubblica – conclude – perché la situazione è diventata insostenibile. In base alla velocità o al carico dei camion, quando questi finiscono in una buca o in un avvallamento, per noi è come se ci fosse un bombardamento». Katia Romagnoli