Gli acquerelli «ferraresi» di Scardino

È la Ferrara delle formelle del Duomo, della Madonna del melograno, degli angoli più suggestivi ed architettonicamente più interessanti della stessa cattedrale il tema a cui si ispirano gli acquerelli di Claudio Scardino, in parete alla Sala Orsatti di Pontelagoscuro fino a domenica 27 giugno. Scardino è nato a Lecce dove vive e lavora, dividendosi con Milano, ma Ferrara è sempre stata nel suo cuore. Persino il militare compiuto a Padova gli ha permesso lunghe passeggiate e solitari pellegrinaggi fra le nostre bellezze storiche prima di sostenere esami sulla storia dell'Arte all'Università. Poi un soggiorno lungo, questa volta per cercare l'ispirazione, fra la magia di una città che l'ha conquistato e realizzare come pittore, quasi un omaggio alla musa ispiratrice. Guardando oggi le sue opere tutte affidate ai delicati colori della tecnica 'terra ed acqua" dove, sebbene sfumato, il cotto sottintende l'insieme, si avverte il calore della realizzazione, non fredda riproduzione ma affettuosa ed ammirata immagine. Claudio Scardino ha al suo attivo un intenso curriculum; dopo la laurea infatti ed un tirocinio in botteghe artigiane di intaglio e doratura, dipinge a Ferrara le pale d'altare per la chiesa di San Luca, il trittico per una cappella della città; suoi sono anche i ritratti di alcuni vescovi ed arcivescovi; poi va a Milano dove fra le molte attività artistiche realizza la grande cornice bifronte della chiesa di Sant'Agostino.
La mostra si può visitare tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19. (margò)