Chansonnier con licenza poetica

LIVORNO Immagini che si mischiano alle parole. Come fotografie che immortalano momenti, raccolte in un album fotografico, da sfogliare, da leggere, da ricordare. È un libro di poesie da guardare quello di Gabriele Baroni: livornese, classe 1984, una laurea in scienze politiche internazionali e una specializzazione come responsabile dell'organizzazione e della produzione artistica, ma anche una esperienza di lavoro nella redazione del mensile "Xl Repubblica" e la collaborazione con una web radio labronica, Radio Cage."Le cose che abbiamo lasciato succedere", questo il titolo evocativo della raccolta di poesie, ha vinto il primo concorso internazionale di poesia e narrativa di Prospero Editore, arrivando primo nella sezione Silloge Poetica, a febbraio scorso. Una grande soddisfazione per Gabriele che, in questo modo, potrà vedere la sua opera pubblicata su e-book, la seconda dopo "Le lettere d'amore che scadono alla fine del mese" con cui lo scrittore livornese partecipò nel 2012 al concorso letterario Subway Edzioni, vincendolo. Ma guai a chiamarlo poeta: nonostante i riconoscimenti e l'attestazione di stima ricevuta da parte del poeta Roberto Deidier, Gabriele stenta a etichettarsi come novello chansonnier con licenza poetica, piuttosto preferisce definirsi un "fotografo senza macchina fotografica". "Ho cominciato a scrivere il libro – racconta Gabriele – nel 2011-2012, e ho finito la scorsa primavera. Le poesie è come se fossero collocate in una gigantesca e allegorica festa in cui succedono molte cose, ma da cui rimangono molti cocci. Ho immaginato una festa, in una sera, con una persona che non vorrebbe essere lì, ma che suo malgrado si trova in quel contesto, così come le cose che accadono senza poterci fare niente". Con le sue poesie Gabriele si rivolge a destinatari che, dice, possono essere lontanissimi e allo stesso tempo vicini. Nella raccolta sono presenti, inoltre, alcune poesie che fanno riferimento al contesto sociale, politico e culturale degli ultimi 20 anni. Le parole racchiudono l'urgenza dello scrittore di dare voce, di fermare, di testimoniare alcuni episodi "caldi" successi in quel periodo: una sorta di "ubriacatura collettiva", così lo scrittore ha voluto definire lo stato d'animo che deriva da quel contesto, lo stesso animo racchiuso nelle sue poesie. Ma il libro prende ispirazione anche dai film visti, dalla musica ascoltata da Gabriele, o da una serata passata in osteria. "Ho definito le mie poesie come fotografie – ha sottolineato Gabriele. Una serie di immagini scattate, da cui ognuno può tirare fuori il proprio punto di vista. Le poesie sono come appunti, si parla un po' di tutto: l'assenza di qualcuno, ad esempio. La stessa che spesso ci spinge verso un viaggio che al 99% non ci permette di trovare quello che stiamo cercando, ma qualcos'altro, ovvero quello che non conoscevi. Ma affronto anche un discorso sulla mia città, Livorno, verso cui guardo nuovamente con occhi di innamorato e che, spesso, mi rimanda a ricordi di infanzia". "Le cose che abbiamo lasciato succedere"è uscito ieri in e-book ed è disponibile nelle principali librerie online: Prospero Editore, Apple, Amazon, Barnes and Nobles, Kobo. "L'e-book – ha aggiunto Gabriele – è una grande possibilità per gli scrittori emergenti: offre l'opportunità di affacciarsi al mondo dell'editoria". Ma per i progetti futuri Gabriele spero di fare il "salto di categoria": pubblicare un libro cartaceo, se fosse possibile con una casa editrice labronica. Rosanna Harper