L'Italia corre ma Greco si rompe

ZURIGO Ombre e luci fin dal primo giorno, come era lecito aspettarsi. Ma anche un dramma sportivo inatteso che segna subito l'atletica italiana agli Europei di Zurigo: la spedizione azzurra perde uno dei protagonisti più attesi, quel Daniele Greco sbarcato in Svizzera per lasciarsi alle spalle i tanti problemi fisici e puntare a una medaglia. Invece il 25enne triplista salentino, campione europeo indoor, è già diretto verso Pavia dove oggi finirà sotto i ferri: Greco si ferma al riscaldamento quando finisce a terra al termine della rincorsa, dolorante. Soccorso dai sanitari, gli verrà diagnosticata la rottura del tendine d'Achille sinistro. «Ormai me ne sono capitate così tante che non ho più la forza di arrabbiarmi - il suo commento amaro - e pensare che oggi stavo bene. Ho fatto un balzetto e ho sentito una frustata, dolore zero: però sono rimasto steso». A fare la finale del triplo domani sera saranno Fabrizio Donato (16,65) e Fabrizio Schembri, ultimo dei qualificati con 16,52. Per il resto discrete notizie da entrambe le sessioni. Al mattino, qualificazioni dirette alla finale per Federica Del Buono nei 1500 e Yuri Floriani nei 3000 siepi, passaggio del turno dalle batterie alle semifinali per l'ostacolista Marzia Caravelli (un probante 12"98), per le centiste Audrey Alloh e Irene Siragusa, il quattrocentista Matteo Galvan e l'ostacolista Capotosti. Nel pomeriggio pass per le semifinali anche per Fabio Cerutti e per il pisano Delmas Obou (un bel 10"32) nei 100, per Giordano Benedetti che ha sofferto negli 800, e soprattutto per l'attesa Libania Grenot (51"90, un discreto crono) nei 400 assieme a Chiara Bazzoni. Tutti eliminati gli altri azzurri in gara: Magnani (1500), Nasti (3000st), Valentini e Re (400), Malavisi e Bruni (asta), Spacca (400 donne), Hannes Kirchler e Giovanni Faloci (disco) e Vicenzino (lungo donne). Assegnate intanto le prime medaglie: pronostico rispettato nel peso dove il campione tedesco David Storl conferma il titolo di due anni fa con 21,41 centrato al primo tentativo; nei 10mila donne successo della britannica Jo Pavey davanti alle francesi Calvin e Traby.