Regione, altro che forbici...

di Mario Lancisi wFIRENZE I presidenti della Camera Laura Boldrini e del Senato Piero Grasso hanno deciso di tagliarsi lo stipendio del 30%. I parlamentari grillini addirittura se lo sono dimezzato. E i consiglieri regionali, visto che le loro indennità sono calcolate su quelle dei parlamentari (per la precisione percepiscono fino al 65% di quella di deputati e senatori), seguiranno gli esempi di Boldrini e Grasso? La domanda l'abbiamo posta ai capigruppo dei maggiori partiti, ma senza fortuna. Ci ha risposto solo Monica Sgherri, capogruppo della federazione della sinistra, la quale sostiene che non la «spaventa la proposta di decurtazione del 30%», dal momento che già versa al partito la metà del suo stipendio. L'ufficio stampa del gruppo misto invece ci ricorda che la consigliera Marina Staccioli ha presentato una proposta di legge per la riduzione del 16% dell'indennità dei consiglieri regionali. Tra spaventi e silenzi, la Regione Toscana continua a mettere un disco ormai rotto: quello della sua virtuosità rispetto ad altre regioni. Il che probabilmente è vero. Ma - in confronto ad altre funzioni pubbliche - gli stipendi regionali sono di gran lunga più alti. Il sindaco di Firenze ha sicuramente compiti e responsabilità maggiori di un consigliere ma prende 7.580 euro lordi rispetto ai 10-13mila dei consiglieri regionali. E ancora, tra il sindaco di Piombino con tutti i problemi della siderurgia e il presidente del parlamentino toscano ci sono diecimila euro lordi al mese di differenza. A Natale il consiglio regionale ha cercato di mettere mano alla giungla delle voci (sette) dello stipendio del consigliere con la legge 85, enfaticamente ribattezzata la «taglia-costi». La scure che i consiglieri regionali hanno usato per tagliare le loro indennità (con annessi e connessi: li vedremo più avanti) in realtà è un buffetto o in molti casi persino una carezza. In breve: i 54 consiglieri del parlamento toscano hanno guadagnato nei primi due mesi grosso modo la stessa cifra del 2012. Qualcuno ci ha rimesso qualche spicciolo e altri invece lo hanno guadagnato (vedi la tabella). Altro che scure, altro che tagli. Facciamo qualche esempio, ricavato dal sito internet del consiglio regionale, che rende pubblici gli stipendi dei consiglieri. Cominciando dal primo in ordine alfabetico, il grossetano Andrea Agresti. Nel 2012 ha riscosso 138.195 euro lordi, in media 11.516 al mese. A gennaio e febbraio del 2013 invece rispettivamente 11.671 e 11.468 euro (lordi). Facendo la media viene 53,5 euro in più. Dal pidiellino Agresti al piddino Paolo Bambagioni. Che nel 2012 ha riscosso in media 10.169 euro mentre a gennaio è salito a 10.231 e a febbraio 10.179. Spiccioli, d'accordo. Così rispetto al 2012 guadagnano di più i presidenti della giunta Rossi e del consiglio Monaci. Chi perde qualcosa sono i consiglieri che stanno lontani da Firenze perché con la nuova legge vengono riconosciuti 75 euro al mese per il telepass a tutti in maniera indistinta. Ad esempio l'elbano Giuliano Fedeli passa da 13.082 (media mensile del 2012) a 12.800 di gennaio e febbraio. In realtà più che tagliare, la legge 85 riordina i cespiti della busta paga del consigliere. Prima erano sette, ora solo tre. Si dimezzano gli addendi ma la somma non cambia. Ma la "85" fissa i tetti da non oltrepassare. Tetti peraltro piuttosto alti. Il presidente della giunta e del consiglio non possono superare i 13mila euro mensili. I consiglieri con indennità di funzione e i componenti della giunta 12mila 800 euro. Infine i consiglieri senza indennità non possono prendere più di 11.100 euro. Nel riordino le nuove voci sono tre: indennità di carica, di funzione e rimborsi. Questi ultimi non sono tassati. Esempio: Bambagioni a gennaio ha preso 10.231,89 lordi, di cui 2.333 come rimborsi. Per cui la parte tassata è solo 7.898 euro. Va detto che in molte regioni le indennità di carica e di funzione sono più basse e più alti i rimborsi non tassati. Anche se cambia nome, resta la diaria corrisposta per la presenza del consigliere al consiglio e alle commissioni. Per un consigliere semplice la diaria (non tassata) è di 1.988 euro lordi, che corrisponde alla paga di un vigile del fuoco. Ma ha senso che un consigliere già pagato con le indennità di funzione e di carica debba percepire un altro stipendio come ricompensa per la partecipazione al consiglio e alle commissioni? ©RIPRODUZIONE RISERVATA