Il Santa Monica rompe l'ormeggio


VIAREGGIO.Il 'Santa Monica 2", o 'Maxidò", caffetteria e champagneria dai destini travagliati, ormeggiata sulla banchina della Viareggio porto ieri ha rischiato di prendere il largo. Uno dei 'ganci" installati a terra per tenere ferma quella che altro non è una chiatta-bar, infatti, si è rotto a causa della mareggiata e del vento a 40 nodi che ha iniziato a soffiare fin da giovedi sera.
Fino a buio, ieri, si è lavorato per riparare il guasto, con il rischio che anche l'altro 'gancio" mollasse a causa dello sforzo di tenere da solo la grande costruzione. L'intervento è stato indispensabile per mettere in sicurezza il 'Santa Monica 2" ma anche le imbarcazioni vicine. Se la chiatta avesse, infatti, rotto gli ormeggi avrebbe inevitabilmente danneggiato molte di loro.
Ma il problema tra le banchine della Viareggio porto, la società del presidente Alessandro Volpe, ieri non è stato solo quello del Santa Monica.
I pontili del porto turistico della Madonnina, infatti, non reggono più. Il numero nove - spiegavano ieri pomeriggio i diportisti - è rotto dalla mareggiata dei primi del dicembre scorso. L'ingresso è bloccato, il pontile è assolutamente inaccessibile. Il numero otto, invece, è rotto nella parte finale, mentre il sette ieri si stava palesemente rompendo sotto i piedi di chi era al lavoro per mettere in sicurezza le imbarcazioni.
Certo, la mareggiata degli ultimi due giorni è stata pesante, cosi come il vento che ieri pomeriggio sfiorava la velocità di 40 nodi. Ma - fanno notare i diportisti - il maltempo era stato ampiamente annunciato da una settimana. Provvedere alle manovre necessarie e verificare lo stato dei pontili dell'unico approdo turistico della città non era un 'missione" impossibile neppure in periodo di festività natalizie.
Chi ha la barca ormeggiata alla Madonnina oggi si chiede per quanto tempo la situazione dei pontili resterà tale e quale quella che era ieri sotto gli occhi di tutti.
E rimane tutto aperto il quesito relativo a quanto è necessario fare per garantire, una volta per tutte, la sicurezza della grossa chiatta, la cui attività commerciale non ha ancora aperto i battenti, e delle barche che le stanno intorno.

Donatella Francesconi